8 febbraio 2010 - ore 18:56

Elezioni regionali: partecipazione civica come antidoto allo scambio politico

Gli impegni che l'associazione Cittadinanzattiva chiede ai candidati per la prossima tornata elettorale

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Ecco gli impegni che l'assemblea territoriale di Cittadinanzattiva chiede ai candidati per le prossime regionali: rendere conto ai cittadini, garantire la trasparenza e la tracciabilità di tutte le loro scelte, valutare e misurare la qualità dei servizi, premiare il merito e non solo la fedeltà, non strumentalizzare vecchi problemi sociali proprio in campagna elettorale mai trattati nel percorso dei loro incarichi politici.

«Infatti in un sistema limpido certi giochi diventano più difficili, i criteri di scelta sono pubblici e documentati.

Come si fa? Almeno in due modi: rendere disponibili le informazioni tramite un costante aggiornamento in rete di stipendi, consulenze, bandi, valutazioni interne, evitando di usare il rispetto della privacy come uno scudo e un alibi, e spalancando le porte ai cittadini mediante l'interlocuzione, il coinvolgimento nelle scelte, la loro valutazione dei servizi e dell'operato dei dirigenti. Per Presidenti, assessori, consiglieri comunali, consiglieri provinciali e consiglieri regionali seri ed accorti - e non dubitiamo che ce ne siano - i cittadini potrebbero diventare l'antidoto più valido alle pressioni del clientelismo e dello scambio politico».

E sulla sanità pubblica l'assemblea territoriale di Cittadinanzattiva afferma: «Basta pensare agli scandali sulla sanità in alcuni ambiti nazionali per convincere che occorre maggiore chiarezza per evitare gestioni partitocratiche della sanità pubblica. Pensiamo solo alla questione degli appalti che in certe Regioni sono talmente connessi all'intreccio tra affari e politica da arrivare a far costare un macchinario come una Tac - Sicilia docet - dalle tre alle cinque volte di più del prezzo di mercato. Ogni posto, ogni funzione rischia di essere sottoposta al vaglio della politica».

Commenti

Richieste assolutamente condivisibili. Stridono molto però con l'attuale situazione: da ormai un mese molti esponenti politici stanno facendo la loro campagna elettorale senza curarsi nè del partito per cui militano (Donati), nè dell'alleanza e del programma per cui saranno chiamati (tutto il cosidetto centrosinistra PD-centrico), nè per quale presidente saranno candidati (PDL), nè con quali "compagni di partito" saranno candidati (IDV). Ho difficoltà a comprendere come si possa fare una scelta di candidarsi "a prescindere" da tutti questi elementi, in un quadro dove ogni candidato sembra andare per conto suo e lancia proposte estemporanee e non credibili, e soprattutto è abbastanza difficile aspettarsi, in queste condizioni, che la candidatura non sia, nel migliore dei casi, un semplice traguardo personale anzichè un mezzo per ottenere risultati più nobili e utili ai cittadini.

GravatarDaniele Primavera — 8 Febbraio 2010 alle 19:07

Articolo di una importanza fondamentale, ma dubito che ciò possa avvenire con questo sistema politico degradato. Ma tentare non nuoce.

Gravatarmaurizio virgulti — 9 Febbraio 2010 alle 01:15

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