8 febbraio 2010 - ore 17:52

Piceno in crisi: raddoppiate le istanze di fallimento

Un'analisi de “Il Sole 24” vede Ascoli aumentare del 95% la percentuale rispetto al 2008-09;è la più alta (dopo Imperia) tra le quaranta città italiane prese in esame. In aumento anche pignoramenti e decreti inginutivi. Diminuiscono solo gli sfratti per morosità

ASCOLI PICENO - Un'indagine condotta dal quotidiano "Il Sole 24 Ore", i cui risultati sono usciti questa mattina lunedi 8 in terza pagina, mostra i dati relativi ai ricorsi presentati nel 2009 in quaranta tribunali italiani (bacino di circa un terzo della popolazione italiana) per quanto riguarda istanze di fallimento, pignoramenti e sfratti.

Questa analisi rende ancora più chiara la situazione di crisi che si sta vivendo in tutto il paese: «Nel 2009 – si legge – il numero di nuovi procedimenti giudiziari è aumentato praticamente in tutta Italia. Con un incremento che non ha riguardato soltanto le istanze di fallimento (+23% rispetto al 2008), ma anche i pignoramenti e gli sfratti, costringendo magistrati e cancellieri a un super lavoro imprevisto».

In una tabella, ai dati relativi al 2009 viene accostata la percentuale di variazione rispetto all'anno precedente. Così si evidenzia che ad Ascoli le istanze di fallimento (205 nel 2009) sono aumentate nell'ultimo anno del 95,3%, con un tasso di incremento maggiore rispetto a tutte le altre città prese in esame ad eccezione di Imperia.

Meno drammatiche le altre voci, che riguardano i pignoramenti mobiliari e immobiliari (rispettivamente in aumento del 6 e del 28 per cento) e i decreti ingiuntivi (+ 9,7%). L'unico dato con segno è quello relativo agli sfratti per morosità, che nel 2009 sono stati 42 con una diminuzione del 20%.

Gli altri tribunali marchigiani che hanno aderito all'indagine sono quelli di Ancona e Pesaro. Anche per loro percentuali in consistente aumento relativamente a tutte le voci; in particolar modo si segnalano le istanze di fallimento (+37% Ancona, +40,6% Pesaro), i pignoramenti immobiliari ( Pesaro +40%) e i decreti inginutivi ( Ancona + 27,9%).

Commenti

purtroppo la realtà economica è questa.e pensare che qualche politico continua a dire che la crisi è passata e l'italia è il paese che è messo meglio in europa.forse non è mai venuto nell'ascolano a farsi una passeggiata.

Gravatarulderico — 8 Febbraio 2010 alle 19:18

@ulderico: non mi stancherò mai di dirlo: la crisi del Piceno non è causata dalla congiuntura economica! Se continuiamo a mascherarci dietro "La Crisi" non ne usciremo mai…. Il sistema industriale Piceno deve fare autocritica!

Gravataralessandro84 — 8 Febbraio 2010 alle 20:39

Condivido in pieno quello che dice lei signor Ulderico.
Non credo che l'Italia sia la nazione che stia meno peggio in Europa e che la crisi sia finita, secondo me la vera crisi deve ancora iniziare…
Si può fare tranquillamente peggio.
è vero il Piceno è un vero disastro, abbiamo oltra alla sfortuna della grande crisi internazionale che mette a terra tutti, anche un capoluogo di regione chiamato Ancona che ci vuole affossare in tutti i modi e un capoluogo di provincia incapace e parassita.
Bisognerebbe tra le tante buone iniziative e idee, incrementare ancora di più il flusso dei turisti italiani e stranieri,anche se questo non risolverà in pieno il dramma,ne sono cosciente, ma bisogna mostrare i denti ad Ancona che investe solo nell'Anconetano e fa la corte al Pesarese perchè vuole passare alla Romagna, snobbando noi Piceno e lasciandoci alla deriva, mandandoci solo le briciole,ma i soldi Piceni non li disdegna però…
Poi bisognerebbe creare la doppia provincia SBT-AP, perchè Ascoli da sola si è dimostrata non all'altezza della situazione,fallimentare, per loro l'importante è mantenere i posti "fissi" degli impiegati ascolani amici di amici raccomandati nei vari uffici pubblici.
La città è quasi totalmente improduttiva, solo impiegati, se non avessoro la distilleria MELETTI e l'Ascoli calcio in serie B, avrebbero perso quasi tutto…
Non voglio fare polemiche,perchè dire che la situazione è drammatica è dir poco, in ogni modo bisogna reagire, voglio vedere quanti oggi hanno ancora un lavoro "serio" con una fattispecie di sicurezza…

GravatarPilates — 8 Febbraio 2010 alle 23:25

Secondo me ha influito anche l'aver perso tutta la zona del fermano, era una delle zone più produttive e ricche della provincia, ora che Fermo corre da sola molti introiti si sono più che dimezzati, ma questo era da prevedere soprattutto a livello politico!! Molti imprenditori nel Piceno hanno cavalcato la crisi ed approfittato della situazione, si vive la giornata nel timore di perdere il posto di lavoro, quindi si lavora di più con stipendi più miseri, il consumo non cresce e l'economia ne risente, sono d'accordo sul fatto che il sistema industriale Piceno deve fare autocritica!! Per fortuna ho un piccolo appezzamento di terra perchè tanto prima o poi è lì che bisognerà ritornare!!!!

GravatarBlack — 9 Febbraio 2010 alle 12:33

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