7 febbraio 2010 - ore 19:28
«Parco Marino, Celani getti la maschera»
Settimio Capriotti non ha digerito la titubanza del Presidente della Provincia in occasione della trasferta a Roma presso il Ministero dell'Ambiente. «Se questi amministratori non vogliono più starci, escano dall'ambiguità»
SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Signor Celani, mi è caduto sul…Parco Marino! Non sono proprio piaciute all'assessore comunale Settimio Capriotti le titubanze del Presidente della Provincia che, nella trasferta a Roma del 4 febbraio scorso presso il Ministero dell'Ambiente, avrebbe formulato «non solo un atteggiamento ambiguo verso un'iniziativa ormai da tutti riconosciuta come estremamente importante per il futuro del Piceno, ma anche una scarsa conoscenza dell'argomento di cui si parla, che forse è proprio la causa di tale atteggiamento».
«Qualcuno spieghi all'amministrazione provinciale - continua l'assessore alla Pesca - che la pesca (involontario il gioco di parole, ndr) di cui dice di preoccuparsi si esercita per legge oltre le tre miglia, cioè al di fuori dei confini del Parco. Nessuna influenza dunque avrebbe l'istituzione dell'area marina protetta sull'attività delle nostre flottiglie che, al contrario, riceverebbero sicuramente benefici sia dall'intuibile maggior disponibilità di risorse ittiche sia dal fatto di vendere un prodotto doc con il marchio dell'area marina protetta».
Sempre a detta di Capriotti, analoghi vantaggi allo stesso tempo riceverebbero coloro che operano sotto le tre miglia. Condizioni che renderebbero dunque inconsistenti le giustificazioni di Celani, che secondo Capriotti vorrebbe porre al contrario ostacoli ad un processo ultradecennale finalmente in vista del traguardo.
«Se questi amministratori non vogliono più starci, escano dall'ambiguità e revochino gli atti che vedono la Provincia di Ascoli capofila degli enti aderenti al progetto. Ce ne faremo una ragione e andremo avanti».


Commenti
San Benedetto del Tronto capoluogo!!!
Si alla doppia provincia SBT-AP, in modo di essere alla pari con Ascoli, visto che il motore del Piceno siamo noi!
Con questa riflessione non mi rivolgo direttamente al consigliere Capriotti ma in fatto ambiguità e opportunismo anche l'amministrazione del Comune di San Benedetto del Tronto ha fatto la sua parte. Se fossimo stati più "laboriosi" e la riserva marina protetta fosse stata istituita in tempi più brevi difficilmente la cassa di colmata cittadina, perlomeno con queste particolari caratteristiche, avrebbe potuto trovare posto all'interno di un'area protetta. Alla facciaccia della tanto plurimenzionata e da tutti maledetta "antropizzazione del territorio"
Per non parlare delle varie manifestazioni a motore che si sono svolte in Mare durate l'estate scorsa e che hanno caratterizzato non poco la nostra località la quale contemporaneamente si diceva promotrice del progetto "riserva marina". Siamo proprio dei multitalenti! Evito di parlare delle caratteristiche dei ripascimenti eseguiti lungo la costa altrimenti ricominciamo daccapo.
Per cui … bando alle mie ciance. Da quello che ho capito la Provincia non è un Ente indispensabile alla conclusione dell'iter quindi spero che questo confronto tra le parti non si svolga sul solito palcoscenico che il mondo politico calca con maestria soprattutto in vista di nuove elezioni. Sarebbe la solita classica commedia… più adatta alle prossime festività carnascialesche. (Riego Gambini)
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