5 febbraio 2010 - ore 20:12
Parco Marino? Celani & c. non sembrano proprio esultare
Il presidente della Provincia: «Si rischia di compromettere il settore della pesca, ci impegneremo fino all'ultimo minuto utile a rimuovere i dubbi per tutelare questo comparto già duramente provato»
ASCOLI PICENO - Il Parco Marino del Piceno (e del Fermano, come chiede il presidente della provincia Cesetti?) potrebbe diventare realtà dopo un lunghissimo e tormentato iter? Qualcuno festeggia, qualcuno pone i suoi distinguo.
E' quest'ultimo il caso della Provincia di Ascoli Piceno, che in una nota stampa fa sapere che «in merito all’istituzione del Parco Marino del Piceno e al vertice che si è tenuto giovedì 4 febbraio a Roma, si ritiene opportuno fare alcune doverose precisazioni. La Provincia di Ascoli Piceno non ha, infatti, espresso pareri circa la realizzazione del Parco ma, in quella sede, ha invece rappresentato con puntualità e nel dettaglio tutti i dubbi e le preoccupazioni con riguardo alla circostanza che tale organismo possa diventare di ostacolo alle attività marinare già fortemente in crisi. Dubbi che non sono stati ancora chiariti dall’organo tecnico ministeriale e che l’amministrazione provinciale si impegnerà, fino all’ultimo minuto utile, a rimuovere per tutelare e valorizzare il comparto della pesca che già sconta una pesante situazione di difficoltà».
«La Provincia – ha sottolineato il Presidente Celani - è pienamente d’accorso sul fatto che il Parco possa costituire una risorsa importante per lo sviluppo del turismo e la promozione del territorio, ma occorre fare in modo che i benefici possano coinvolgere tutte le categorie degli operatori del mare ed in questa direzione la Provincia è pronta a collaborare ed operare ponendosi anche come Ente capofila per pianificare gli strumenti, gli iter tecnico-amministrativi e le attività progettuali in modo equilibrato, concreto ed attento alla realtà già esistente e al benessere comune».


Commenti
perchè in Italia tutti le idee e i progetti funzionano a "gambero" : un passo avanti e due indietro e nulla viene mai alla luce? Ma se non c'è più nè un pesce nè una cozza da pescare? E che si pesca ormai a 200 m dalla riva? Nulla. Suvvia, anche lei Celani, si dia una mossettina. Qui ad aspettare ormai ci addormentiamo. Il Piceno è proprio un paese per vecchi.
Ma quando riusciremo ad essere sufficientemente sinceri da considerare un'area marina protetta non come un ostacolo alle attività marinare ma perfettamente il contrario? Certo una parco non può influire a tal punto da determinare il costo del gasolio e non interviene sui costi di gestione di una barca da pesca o del personale a bordo, ma mette certamente nelle condizioni un'area ormai povera di pescato di rigenerarsi. Il Parco non è solo una risorsa importante per lo sviluppo del turismo e la promozione del territorio !!! Una riserva marina protetta è anche e soprattutto dare l'opportunità a quell’ambiente di rigenerarsi e contemporaneamente permetterci di usufruire nel tempo dei frutti e delle risorse che generosamente e abbondantemente ci mette a disposizione.
Egregio Presidente, DARE e non solo PRENDERE, perché in ogni realtà commerciale che si rispetti il bilancio è composto da due fondamentali voci: DARE e AVERE. Quindi proviamo tutti insieme ad essere meno “evasori fiscali” perché il bilancio di questa azienda biologica al momento… non quadra (Riego Gambini)
"puntualità e dettaglio nel rappresentare i dubbi" è una perifrasi che sta invece per "cercare ogni mezzo per mettersi di traverso ad ogni iniziativa che i comuni rivieraschi vogliano adottare per il governo del loro territorio e la promozione della loro immagine".
Celani da Sindaco di Ascoli ha sempre gestito le questioni della Sentina come un proprietario terriero medievale, ora da Presidente della Provincia non può certo cambiare atteggiamento.
E' la mentalità di chi ha gestito la questione universitaria di Ascoli come un onere piuttosto che come una risorsa, non c'è da farsi molte illusioni.
Si ma alla fine non si capisce tanto rumore per nulla da parte della provincia la quale a vario titolo si espressa negativamente. Il parco marino e' avviato oramai da molto tempo e si fara'. Probabilemente e' piu' facile far intendere alle parti avverse e direttamente interessate che si e' contrari per salvare l'opportunita' elettorale, ammesso che sia cosi', questa non non e' una buona maniera di governare.
ha fatto benissimo celani a essere titubante ,prima bisogna pensare a tutelare le famiglie dei lavoratori pescatori , trovargli un altro lavoro , dare loro un altro sostegno economico e poi eventualmente si pensa al parco marino. Massimo Rossi e mandozzi quando cominciarono l'iter per il parco marino non hanno pensato a tutelare i pescatori. dove le mandiamo a mangiare queste famiglie a casa di Massimo Rossi , Mandozzi, Gaspari e Merli? Presidente Celani tutela per prima cosa i lavoratori pescatori poi eventualmente si farà il resto .
Questo e' l'ennesimo esempio di quella democrazia traballante e confusa che e' il nostro paese. Io sono profondamente convinto che il Parco Marino sia un'opera che va nella direzione giusta, come ho avuto modo gia' di sottolineare, nel commento all'articolo dell'assessore Paolo Canducci. Credo altresi, come meteorivierapicena, che sia un'opportunita' per il nostro territorio. Anna fly sembra avere un'idea precisa nel suo commento sull'impatto che il parco marino comporta che io a dire il vero non ho. Fermo restando che tale impatto vada chiaramente considerato, credo che vadano anche considerate eventuali riconversioni di lavoro, in quanto il parco da anche e non toglie solo. Ritornando comunque alla democrazia, suggerirei l'adozione di modelli scandinavi, rispetto ai quali siamo in pieno alto medioevo. La gestione del mare come risorsa condivisa, la misura delle risorse e la gestione dei salari dei lavoratori che non vanno in mare per adeguati periodi di ripopolamento e' una realta' da molti anni. Ora senza farla troppo lunga credo la nostra assurda burocrazia e la parcellizzazione del nostro mondo del lavoro, sia una delle riforme primarie da affrontare, indipendentemente dal parco marino. Una democrazia, che voglia chiamarsi tale, dovrebbe avere uno switching automatico, tra sistema sociale e sistema produttivo, qualunque cittadino dovrebbe appartenere chiaramente o all'uno o all'altro ed essere sempre tutelato. Un esempio pratico e' il sistema danese per esempio, dove sistema produttivo e sistema sociale sono concorrenti sul serio. In Danimarca un datore di lavoro, puo' licenziare dalla sera alla mattina, questo per rendere le aziende snelle e competitive sul mercato, ma e' altresi vero che la mattina dopo il lavoratore licenziato viene preso in carica dal sistema sociale automaticamente, senza che faccia file chilometriche da nessuna parte, perche il tempo perso, in Danimarca e non solo non e' a costo zero come in Italia. Il sistema sociale l'indomani mattina chiama il lavoratore licenziato, gli fa una scheda (analisi dettagliata della sua situazione) e individua immediatamente le azioni correttive da fare, per fare si che quel lavoratore ridiventi appetibile per il mondo del lavoro il piu presto possibile. Allora si vedranno cinquantenni o sessantenni che vengono rimandati all'universita ad aggiornarsi sostenendo nuovi esami, che faranno corsi piu disparati per riqualificarsi etc. Certo la Danimarca e un piccolo paese, ma e uno di quei paesi che hanno dato il voto alle donne nel 1915, e' uno di quei paesi, in cui ci sono stati ministri donna, dagli anni 20 del secolo scorso etc. etc. Questo e solo un piccolo esempio che da pero' l'idea di quanto cammino dobbiamo fare tutti nella direzione di una democrazia seria ed adulta. In altre parole il problema del pane quotidiano, dovrebbe essere un diritto di tutti, e non subordinato alla realizzazione di questo o quel progetto.
Giusta preoccupazione quella di Anna Amici. Non è stato forse il Presidente Berlusconi ad offrire generosamente le sue abitazioni per ospitare i terremotati de L'Aquila? Massimo Rossi , Mandozzi, Gaspari e Merli prendano esempio.
l'unica cosa che preoccupa è l'esistenza di persone che vedono il mare solo come fonte di guadagno e non come bene da tutelare e salvaguardare! se salvaguardiamo il nostro territorio ci guadagnamo tutti! sia in termini di turismo che di pesca!
PER LA SIGNORA Mimma ,, vada a farsi dare la mappa delle acque dalla usl che poi vedra' perche' non ci sono piu pesci e cozze .M a che pensate che quando ci sara' il parco gli scogli liimprovissamente si riempiranno di cozze oppure i pesci le arriveranno fino a sotto i piedi ?? Ma che iniziassero a risanare le acque dei fiumi che poi magari qualche cozzetta e qualche pescolino in piu' magari lo si vede .
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