3 febbraio 2010 - ore 20:54
Colonnella proporrà il salario minimo garantito
REGIONALI L'ex sottosegretario di stato del Governo Prodi mette al centro della propria candidatura le politiche per il lavoro. E dice si alla grande maggioranza. Venerdì in programma due incontri con l'onorevole Cesare Damiano.
ASCOLI PICENO – Il lavoro prima di tutto. Questo il messaggio che ha lanciato l'ex sottosegretario di stato del governo Prodi Pietro Colonnella (PD) in corsa per essere eletto nel consiglio regionale.
«Vogliamo mettere il tema del lavoro al centro del dibattito politico in vista delle elezioni - ha spiegato Colonnella - Proprio per questo abbiamo organizzato due incontri, uno a Castel di Lama , l'altro a Monteprandone, ai quali parteciperà l'onorevole Cesare Damiano», Ministro del Lavoro durante il governo Prodi.
«Stiamo incontrando i lavoratori delle fabbriche maggiormente colpite dalla crisi occupazionale,- ha detto Colonnella- per invitarli a questi appuntamenti. Ho parlato anche con il direttore della Manuli, al quale ho chiesto un rilancio dell'attività».
Colonnella ha poi illustrato le singole iniziative che intende portare avanti in caso di elezione, dalla spinta verso il Governo per l'approvazione dell'accordo di programma Valtronto-Valvibrata firmato nel 2008, al Patto Piceno per il lavoro (già lanciato nei mesi scorsi con una petizione che ha raccolto oltre 7 mila firme).
Ma la proposta innovativa riguarda l'istituzione del salario minimo garantito. Utopia?
"E' una proposta che intendo fare in Regione prendendo spunto dalla Regione Lazio – ha spiegato Colonnella – che con la legge regionale numero 4 del Marzo 2009 ha permesso ai disoccupati, inoccupati e precari di percepire 580 euro mensili da integrare con una serie di prestazioni indirette messe in piedi dalle amministrazioni comunali. Contrariamente a quello che dice Brunetta i soldi non vanno presi dalle Pensioni ma sono da reperire tra i fondi europei e tra i fondi speciali regionali».
Infine Colonnella ha parlato anche dell'unione con l'Udc in vista di queste elezioni e dei malumori che questa ha fatto nascere dalle parti della sinistra più radicale. «Credo che l'accordo con l'Udc sia una cosa positiva e non deve intaccare i rapporti con una parte della sinistra, che però deve fare uno sforzo di innovazione e cambiare alcune posizioni. Nei miei governi provinciali sono riuscito a tenere insieme forze di centro e radicali, se dovesse ripetersi questa situazione fortunata potremmo essere un modello nazionale».


Commenti
L'idea del SALARIO MINIMO GARANTITO è in linea con quella dei maggiori paesi europei,guarda caso SOLO in ITALIA non c'è….un precario è obbligato a pagare le tasse e tutto il resto ma perdendo il lavoro non ha diritto a nulla…Sig. Colonnella porti avanti questa battaglia fino in fondo e non solo come spot elettorale perchè ormai nel PICENO abbiamo toccato il fondo,tra poco saremo messi peggio della grecia e dell'albania
Le proposte da campagna elettorale sono solitamente le peggiori o comunque le piu' improbabili da realizzare. Per questo non si puo' buttare la croce a Colonnella che deve fare una campagna elettorale difficile e che vede il PD giocare le ultime carte in questo territorio. Perche' se le cose non dovessero andare bene avendo candidato Perazzoli e Colonnella allora se ne vedrebbero delle belle.
Pero' una considerazione a sangue freddo va fatta: e' possibile che si continui a cercare forme di assistenza, di ammortamento, di paracadute?Scelte legittime e che hanno un loro perche' in un contesto difficile come questo. Ma la vera sfida per chi si propone come riferimento per un territorio o una comunita' non puo' essere quella di trovare i fondi per arrivare al prossimo anno. La grande sfida per il nostro futuro va fatta guidando la comunita' verso un benessere futuro, verso uno sviluppo che ormai non si conosce piu' da decenni (un articolo parallelo cita l'imminente chiusura di altre due aziende tessili), verso forme di aggregazione in alcuni settori.
Insomma, se abbiamo abbandonato il tessile, l'ortofrutta, la pesca e non potendo pensare che il turismo (che oggi vuol dire 4 mesi all'anno) regga l'equilibrio sociale, non possiamo presentare un programma che risolva i problemi con l'assegno di disoccupazione….
Il lavoro si difende trovando e mantenendo posti di lavoro, non buoni pasto per chi resta a casa.
Ormai Colonella ricorda sempre Antonio Albanese nel personaggio del politico Calabrese. Penso che non ci creda nemmeno lui alle sue proposte.
Veramente a Cettola Qualunque dello straordinario Albanese somigliano quasi tutti, a partire dal prototipo principale, il Primo Ministro. Comunque la proposta di Collonnella è populista e demagogica se non inquadrata in una riforma complessiva del Welfare che preveda si un sussidio di disoccupazione e una tutela per tutti coloro che perdono il lavoro o non lo trovano, ma a termine e a ben determinate condizioni. Altrimenti si scade nel più deleterio assistenzialismo che, non risolvendo alcun problema occupazionale, contribuisce solo ad aumentare il debito pubblico e un'etica del disimpegno.
Sig. Giuseppe Formentini ma lei che critica l'assistenzialismo è rimasto mai senza lavoro???ha mai sputato sangue per anni in ditte che poi si sono sciolte nel nulla e poi si è ritrovato buttato in mezzo a una strada senza aver più niente come diritti o altro?evidentemente NO,altrimenti non parlerebbe in questa maniera sconsiderata!!!Il lavoro nel piceno NON C'E',inutile fare proclami o rigirare la frittata,investimenti per nuove ditte non ci sono E NON CI SARANNO,quel poco di tessuto sociale e di poche industrie che ci sono è destinato a disgregarsi vuoi per la mancanza di commesse e anche per il NUSSUN SCRUPOLO di imprenditori che "delocalizzeranno" all'estero…non avere nemmeno la certezza di un reddito MINIMO non per vivere ma per SOPRAVVIVERE porterebbe a una rivolta sociale a breve stile "haiti"
@Davide82: se nel Piceno il lavoro non c'è andiamo a cercarlo fuori; quando non ci sarà rimasto più nessuno voglio vedere che faranno questi personaggi che non hanno fatto nulla per il territorio. Io critico Colonella perchè in Italia l'assistenzialismo non ha mai funzionato ed ha causato numerosi danni (tra cui l'esplosione del debito pubblico). Io non voglio lasciare debiti da pagare a chi verrà dopo di me (come hanno fatto i nostri predecessori); è giusto creare valore non sperperarlo.
Caro Davide, non devo certo certificare le mie esperienze e ti assicuro che te ne potrei raccontare delle belle.
Chi mi conosce bene sa cosa ho fatto, come la penso e come i miei comportamenti sono assolutamente coerenti.
Detto questo se veramente e' questa la tua visione e se non siamo pronti a combattere affinche' il nostro futuro sia qui allora meglio andar via. Non saranno certo pochi euro da elemosinare al politico di turno che possono cambiare le cose.
Io non ho nessun merito particolare, ma ti assicuro che se volessi potrei andare via, forse mi illudo ancora che qui ci sia spazio per fare qualcosa di buono.
Si deve pero' partire dal fare le cose e non solo prometterle.
Ricordo sempre (direttore so di essere ripetitivo) che due anni fa il nostro Presidente di Regione ci aveva parlato di una sopraelevata che doveva arrivare al porto. Io penso che se iniziassimo ad avere un progetto per arrivare da ragnola al ponterotto saremmo piu' credibili….
Ecco fare le cose anche piccole, ma farle per far si che se qualcuno vuole investire qui o comunque solo voglia rimanere qui abbia almeno delle garanzie strutturali su qual'e' il territorio e quali sono le sue prospettive….
Io ci credo, il problema piu' grande e' che molti hanno smesso di crederci.
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