2 febbraio 2010 - ore 19:59
Chiusura SampSistemi, Brandoni: «Gruppo Maccaferri agisce con arroganza»
Dopo l'annunciata chiusura degli stabilimenti di Ascoli e Montecosaro il consigliere regionale presenta insieme a D'Isidoro una mozione e attacca la proprietà.
ASCOLI PICENO – Dopo che è stata annunciata da fonti sindacali l'imminente chiusura degli stabilimenti “Sampsistemi” (Gruppo Maccaferri) di Ascoli e Montecosaro, il consigliere regionale Giuliano Brandoni di Rifondazione Comunista ha presentato, insieme al consigliere D'Isidoro (gruppo misto), una mozione per intervenire sulla situazione.
Lo stabilimento di Ascoli, nel quale lavorano 44 dipendenti, opera nel settore della progettazione e costruzione di macchinari impiegati nella produzione di cavi elettrici, telefonici, per elettronica ed informatica, mentre quello di Montecosaro, dove sono attualmente impegnate 21 persone, produce ingranaggi.
«L'impresa Maccaferri agisce con la stessa identica arroganza - afferma in una nota Brandoni - laddove i suoi interessi glielo consentono baratta occupazione con installazione di impianti anche ad alto impatto ambientale; dove non è possibile ricorre a pseudo riorganizzazioni industriali che si traducono in chiusure di stabilimenti, licenziamenti, esproprio di know how e professionalità dal territorio».
Nella mozione, presentata oggi martedì 2 febbraio al consiglio regionale, si «impegna la Giunta regionale ad attivarsi per approfondire le volontà della proprietà riguardo alle due unità produttive operanti sul territorio regionale e a manifestare la contrarietà della comunità regionale ad ogni ipotesi di chiusura, nonché a verificare se la Sampsistemi SpA abbia beneficiato, nel recente passato, di contributi regionali, a qualsiasi titolo erogati in relazione alle attività svolte negli stabilimenti marchigiani, approfondendo, se necessario, le circostanze in cui questi sono stati erogati e verificando se sussistono gli estremi per la loro revoca.»


Commenti
Ed eccoci qui a raccontare l'ennesimo "sfratto" delle maestranze ad opera dell'ennesima multinazionale. Solo che invece che esseri cacciati gli inquilini scappano i proprietari! La nostra provincia sta precipitando sempre più in basso, di questo passo torneremo alla cara e vecchia Terra e torneremo a fare i contadini. Purtroppo credere che il governo (che sia di centro-destra o fosse stato di centro-sinistra) intervenga in maniera netta e decisa è diventata un'utopia. Lo Stato non può vietare ad un'azienda privata di andarsene ma può essere "risarcito" dei soldi pubblici (ovvero i nostri soldi) investiti per favorire lo sviluppo di determinata azienda. L'Alcoa ad esempio, secondo una notizia di oggi 02-02-2010, ha usufruito solo nell'ultimo decennio di circa UN MILIARDO DI EURO di soldi PUBBLICI! Per non parlare della Fiat che si è arricchita con i soldi degli italiani, sia in termini di vendite di auto che di agevolazioni statali paurose. L'ora delle chiacchiere è finita, l'ora delle trattative è già passata, è giunta l'ora delle decisioni, anche molto dure. Ahlstrom, Manuli (si sono "salvati" 140 operai per ora, ma gli altri 130 stanno in mezzo alla strada), Termotecnica Abruzzese, Gruppo Biasi, Novico, B&B Italia, Foodinvest, Itac, SGL Carbon, gruppo ATR e scusate se ho dimenticato qualcuno, quelli che sono saltati sicuro. Aggiungiamo quelli sulla graticola adesso questi poveri 44 disgraziati della Samp, della Bentel Security ecc ecc la domanda sorge spontanea: dove andremo a finire?
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