2 febbraio 2010 - ore 01:30
Premio giornalistico? No, una festa tra amici. E un paio di pillole
Si è tenuta domenica sera 31 gennaio la premiazione di un'iniziativa denominata "Premio Novemi Traini" rivolta ai giornalisti rivieraschi che si si sono distinti nell'anno 2009 appena trascorso. Sambascoli e gazebi al centro, argomenti controversi.
Premio giornalistico “Novemi Traini”. La storia si ripete. Sono veramente deluso per l’uso che, per la seconda volta, si è fatto di un premio impropriamente (spiegherò perché) chiamano giornalistico, oltre che alla memoria di un uomo che lo avrebbe sicuramente (e credo che suo figlio Paolo possa confermarlo) concepito in modo diverso. Fare di tutta l’erba un fascio non si addice proprio ad una manifestazione culturale, quale può essere definita l'iniziativa promossa dalla Pro Loco sambenedettese, presieduta da Marco Calvaresi.
Caro presidente, sbagliare è umano ma perseverare è diabolico e questo è stato fatto. E meno male che avevo preannunciato il mio “sdegno” prima che la “festa” venisse celebrata, altrimenti qualche malevola interpretazione avrebbe avuto un pur piccolo spiraglio. Nulla da eccepire sul premio a Bergamaschi, il compito gravava su una giuria di lettori. Chi meglio di loro. Ma vado al sodo: non sono stato presente alla cerimonia per motivi di lavoro e forse è stato meglio. Me ne sarei andato prima della fine.
Ho chiesto ad Oliver Panichi, presente alla cerimonia, fra quanti altri articoli sullo stesso argomento (ospedale e mala sanità) è stato preferito quello di Bergamaschi. Mi ha risposto che, o non ce ne erano, o non sono stati citati quelli che hanno perso, come sarebbe stato doveroso e logico. Non si vince mai contro nessuno. Stesso errore fu fatto un anno fa.
A premio aggiudicato però mi ha sorpreso una dichiarazione fatta pubblicamente dallo stesso vincitore. In buona fede certo ma molto ingenuamente (e questo attenua di molto la gaffe) perché, se avesse riflettuto, Pasquale avrebbe fatto a meno di dire che aveva consigliato di dare il premio al “mio” Oliver Panichi ma la giuria ha insistito per darlo a lui. Seppur apprezzabile il suo altruismo, il meccanismo che ne scaturisce e si deduce facilmente, non mi pare proprio limpidissimo. Come, per l’ennesima volta, è stata poco limpida l’assenza delle autorità cittadine ad un premio culturale, seppur organizzato da un’associazione non riconosciuta dall’attuale amministrazione comunale. Un fatto, secondo me, fuori dalla norma e di scarso reciproco rispetto.
Amara conclusione: il presente DisAppunto l’ho "concepito" questa mattina ma, tra i pensieri appena espressi e la loro trascrizione sono intervenute due telefonate che mi hanno fatto capire che… non avevo capito. Mi è stato detto, infatti, da un organizzatore, e confermato da un denigratore, che l’iniziativa mascherata da “premio letterario” non è altro che un modo goliardico per fare, una volta all’anno, festa tra amici. Altro che premio letterario come avevo creduto. Ho capito così anche il motivo per cui alla festa non c’erano "nemici".
Non mi resta che augurare, per il suo bene, a Marco Calvaresi, così attivo e così generoso, di non ripetere feste simili o perlomeno di non chiamarle con il nome sbagliato.
P.S.: Quando stamattina ho anticipato questi miei pensieri a Pier Paolo Flammini (la targa a lui assegnata come “giornalista verde” mi ha ricordato quella data nel 2009 al mio giornale perché ritenuto “blog” dell’anno) e Oliver Panichi, super giornalisti (per me) che condividono con il sottoscritto grandi sacrifici, Oliver mi ha suggerito e consigliato (non vi dico perché): «Nazzareno lascia perdere, anche se sono certo che, se il primo premio fosse stato assegnato a me, avresti fatto, pensato e scritto le stesse cose». Lo avrei baciato, non l’ho fatto e un po’ commosso mi sono rintanato nella mia stanza.
Ascoli e Samb. Dopo le dichiarazioni del presidente ascolano Benigni favorevole ad unire le due squadre epr puntare in alto, il lettore "marenare" ha sollecitato con un commento il mio parere. Eccolo: fra dieci anni circa l'argomento potrebbe diventare meno spericolato e fantasioso.
Gazebi irregolari. A detta del sindaco Giovanni Gaspari pare che Sandro Assenti, il più tartassato mediaticamente fra i titolari dei gazebi, sia invece il più in regola tra gli irregolari.


Commenti
Sono d'accordo con Bergamaschi. Il premio sarebbe stato giusto darlo a Oliver Panichi (senza nulla togliere a Bergamaschi), Traini ne sarebbe stato molto contento! (non conoscendo bene l'argomento, come il direttore, non ho capito il senso della polemica)
IL DIRETTORE RISPONDE
Caro Pietro Paolo, sforzati a leggere con più attenzione. La mia comunque non è una polemica ma la constatazione che un premio non anonimo ma intitolato ad una rispettabilissima persona quale era Novemi Traini, non si può spacciare per una "gara giornalistica" da usare come mezzo di comunicazione mentre in effetti è una rimpatriata annuale tra amici per dare inutili (o utili, se visti dal punto di vista opposto al mio) contentini. Il mio DisAppunto è che il giornalismo è una cosa seria e non può essere usato per scopi diversi. Poi credo che si sia capito ormai che la diplomazia non è il mio forte. Anche perché credo che sia un aspetto del carattere che poco si addice a chi vuol fare giornalismo. Grazie.
Totalmente d'accordo. Un premio che non ha un bando, categorie tematiche a cui riferirsi, un termine per la presentazione dei lavori, una giuria composta da personalità riconosciute del mondo delle lettere (docenti, giornalisti, scrittori), che premio è?
I colleghi che l'hanno ritirato hanno certo compiuto un gesto di buona educazione nell'ambito delle normali relazioni tra stampa e un'istituzione privata di grande rilevanza come la Pro Loco. Ma, appunto, si è trattato di una conviviale per rinsaldare i buoni rapporti. Nulla di più.
Spendere per questo il nome di Traini (come tuo fratello Pino, "mio" direttore e grande riferimento professionale e umano di gioventù) mi sembra un po' fuori luogo.
Veramente ridicolo, come mai professionisti iscritti all'albo giornalisti fotoreporter non vengono neanche chiamati solo per assistere alla messa in scena, non sembra molto leale questo premio Novemi Traini, basta con i premi già stabiliti, queste cose le vedo solo qui… a San Benedetto del Tronto.
Secondo me il "Premio Novemi Traini" è importante e necessario. Quale altra iniziativa darebbe un premio ad un giornalista sambenedettese?
IL DIRETTORE RISPONDE
Secondo me lei legge male o con superficialità: chi ha mai detto che il "Premio Novemi Traini" non è importante e non necessario. Lo è, infatti, proprio per il motivo per cui lei si interroga e anche per il nome che porta. Grazie.
Secondo me la frase di Agostino era ironica… Forse lui intendeva dire che il Premio Novemi in realtà non vale nulla, e che i giornalisti sambenedettesi si meritano solo questo.
simpatico Agostino, secondo me dovrebbe avere un po' più di rispetto per coloro i quali, quotidianamente, il lunedì come la domenica o il sabato, a orari impossibili, si sbattono per cercare di dare un'informazione il più possibile obiettiva e reale ai cittadini di questo territorio.
Sa, qui forse non ci sono i Travaglio e gli Stella, i Telese o i Feltri, ma ci sono giovani e meno giovani che in diversi ambiti si fanno un mazzo così (eufemismo) con grande volontà e amore per questo lavoro.
Se non ci fossero, la vita democratica e civile di questo territorio ne risentirebbe sicuramente.
Ha ragione Oliver, mi associo alle sue parole. Vorrei dire a questa "monica" di turno di provare una settimana da "giornalista sambenedettese" a lavorare dal lunedì alla domenica (compresa) senza conoscere mai un giorno di ferie o le feste comandate, il tutto per stipendi da fame. forse non ci meritiamo i premi che lei dice, ma sicuramente rispetto. credo che la stragrande maggioranza delle persone neanche si immagina il lavoro che c'è dietro a un giornale e la fatica di quanti ci lavorano.
senza dimenticare che ci sono giovani giornalisti di grande qualità uno su tutti Oliver Panichi che ha talento da vendere. quindi pensateci due volte prima di parlare.
IL DIRETTORE RISPONDE
Stavolta passa ma poi basta. Pregherei i lettori e, in particolar modo gli addetti ai lavori, di non fare complimenti positivi o negativi alle persone ma eventualmente a quello che scrivono di volta in volta. A proposito di Panichi e Flammini ma anche di Falcioni, di Rozzi, di Cameli, di Rosati, di Cantalamessa, di Marcianò, di Voltattorni eccetera (anche di Fabioneri che, per il momento non collabora), dico semplicemente che sono tutti bravi, chi più, chi meno ma il merito principale è della nostra linea giornalistica. Credo infatti che altrove, nessuno di loro potrebbe (dico POTREBBE) essere così bravo. E questo i miei due "gioielli" (come diceva Cornelia madre dei Gracchi) Flammini e Panichi lo sanno benissimo e lo verificano giorno dopo giorno. Per questo non credo che questa mia risposta tolga qualcosa alle loro eccezionali capacità.
Sa, qui forse non ci sono i Travaglio e gli Stella, i Telese o i Feltri.
____________________________________
simpatico Oliver Panichi,
il fatto che qui non vi sia Feltri non è una carenza, ma un vanto.
Agostino, mi hai anticipato d'un soffio…
Invia commento
Per poter inviare un commento a questo articolo è necessario essere registrati al sito. Se non sei ancora un utente registrato, registrati adesso.
Se sei un utente già registrato, esegui il login per inviare un commento.