10 novembre 2009 - ore 18:37
Il calcio d'oggi, la Samb e i tifosi in un commento bello e appassionato
Lo ripubblichiamo integralmente: «Ho fatto almeno 200 trasferte, da Sassari a Trieste, ma adesso che sono un padre di famiglia capisco che per colpa di imbecilli questo sport arriverà a vietare del tutto le trasferte». Dai fatti di Fermo e Jesi una necessaria riflessione: «Distrutto il sogno che avevamo da bambini»
SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Un commento molto bello, vero, appassionato, senza false ipocrisie o perbenismo. Un commento che dovrebbe aiutare tutti (sportivi o meno) a considerare il calcio in una nuova dimensione. Nè del tutto imborghesita (il calcio è uno sport che fa dell'agonismo una delle sue caratteristiche: pensarlo esclusivamente come fenomeno mediatico intristisce), ma nemmeno definitivamente rozza e rabbiosa (e immotivata) come troppi fatti di cronaca extracalcistica ci ricordano. Riportiamo di seguito le parole scritte dal lettore Maurilio Camaioni in riferimento sia a quanto accaduto prima di Fermana-Samb sia durante Jesina-Samb
Violenza gratuita? Manganellate ingiustificate contro tifosi esultanti?
Ci sarebbe da scrivere un libro sulle motivazioni che hanno conseguentemente causato queste situazioni ed alla fine, probabilmente, entrambe le parti in causa avrebbero le loro ragioni.
Da tifoso che sono e con la ventennale esperienza alle spalle vissuta all'interno di ogni stadio italiano, con oltre 200 trasferte da Trieste a Sassari, da Catanzaro a Genova, ritengo ormai giunta al termine la presenza dei tifosi ospiti negli stadi.
Questa situazione è la logica conseguenza di quello che si è fatto negli anni, da pseudo-tifosi e forze dell'ordine passando dallo scandaloso omicidio di Raciti a quello di Gabriele, tifoso laziale. Due omicidi senza un perchè, due vite umane uccise dal sistema calcio, due famiglie distrutte dal dolore che attendono ancora oggi delle risposte dalle parti in causa, dalle istituzioni, dai tifosi, dai dirigenti delle squadre di calcio: risposte che non arriveranno mai. Non è possibile morire per seguire la propria passione come non è possibile rischiare la vita di un padre di famiglia in servizio, che deve garantire l'ordine pubblico, per un gruppo di tifosi folli, delinquenti mischiati ai veri tifosi che mettono a repentaglio la vita di tutti. Tutti sono consapevoli di ciò ma tutti siamo a lamentarci delle reazioni, a volte esagerate, di entrambe le parti. Nello specifico, ci si chiede come è possibile manganellare un tifoso che esulta e nello stesso instante ci si chiede come è possibile distruggere un bar a Fermo. Vi pare logico? Sono entrambi sbagliate!
Risolvere il problema degli ultras negli stadi è materia di studio da anni e si è cercato di inasprire le pene dei reati commessi nell'ambito di una partita di calcio con la speranza di rimediare o ridimensionare atti violenti. Nonostante fossi favorevole a questa metodologia a volte rimango perplesso sull'applicazione indiscriminata delle regole. Mi spiego. Spesso accade che anche un tifoso normale, che non ha nessuna intenzione bellicosa e che vuole solamente seguire la propria squadra, rimane coinvolto in una carica delle forze dell'ordine e pertanto subisce un processo penale subendone conseguenze pesanti sia personali che economiche. Questo nella peggiore delle ipotesi, è vero, ma è pur sempre una possibilità da dover considerare al momento dell'ingresso in qualsiasi stadio. Meno grave rimane il fatto di poter essere manganellato gratuitamente solo perchè ci si trova al posto sbagliato nel momento sbagliato. Tutte queste reali possibilità hanno reso possibile lo svuotamento degli stadi ed i pochi rimasti sono consapevoli dei rischi che si corrono e pertanto sono costretti a valutare, di partita in partita, quale è la meno rischiosa, se sarà possibile portarsi la famiglia al seguito, se è il caso di portarsi il proprio figlio, se è il caso di non andare per niente… Questo è il calcio di oggi! Questo è il calcio che abbiamo creato, che abbiamo voluto!
Mi domando: se volevo solamente vedere la partita di Jesi tranquillamente in tribuna coperta, potevo farlo? Ed a Fermo? La risposta è no! La spiegazione è la conseguenza di tutto quello che ho scritto : grazie a degli imbeccilli che si sono resi protagonisti di atti vandalici (quanti? 10? 20? 50? 100? Ma ci sarebbe da chiederci: e quanti sono i veri tifosi? 1000? 10000 ?) non mi è permesso farlo. Se voglio vado in un settore circoscritto (rischiando…) registro il mio documento e vengo "ripreso" da una telecamera al momento del mio ingresso. Paradossale! Tradotto in altri termini: chi me lo fa fare? Anche volendo rimango scoraggiato dalle restinzioni imposte ed anche dal rischio che potrei correre.
Sono un codardo? Mi faccio assalire dalla paura soffocando la mia passione?
Ragionando da giovane che ero non mi preoccupavo di queste conseguenze, lo ammetto, e dei rischi annessi e connessi perchè tanto ero talmente ingenuo da pensare che il mio comportamento da tifoso esemplare non potesse mettermi in condizioni disperate e comunque non dovevo rendere conto a nessuno delle possibili conseguenze, anche pesanti, che potevano riguardarmi anche non facendo nulla. Oggi, da padre di famiglia, occorre responsabilizzarsi maggiormente in quanto ogni "azione" da noi compiuta quotidianamente non può non riguardare il fururo dei nostri figli. Agli occhi di un bambino, come spiegare questa violenza? Come è possibile spiegare i fatti di Fermo e le manganellate di Jesi? Tutti hanno le loro ragioni, giuste o sbagliate ma comunque parallele che siano. Possiamo dire che i tifosi a Fermo sono stati provocati, ma non è comunque giustificabile tale reazione: possiamo dire che le forze dell'ordine hanno esagerato con le manganellate al momento dell'esultanza, ma non potevano prevedere quali fossere le reali intenzioni dei tifosi che si spostavano verso il settore dei tifosi ospiti. E poi: come spiegare ad un figlio che il proprio padre è stato ingiustamente coinvolto in una carica? Che il proprio padre è stato fermato pur non avendo commesso alcun fatto violento? O peggio: come spiegare la sola presenza di una pattuglia della polizia che viene a prelevarti a casa? Perchè eri presente al momento di un fatto violento e sei stato immortalato su una foto, magari con il volto coperto da una sciarpa solamente per poter respirare (invece di un secondo fine violento) a causa dei numerosi lacrimogeni che ti circondavano? Tutte domande senza risposte che ci hanno portato al calcio moderno costruito intorno ad un solo programma: vietare le trasferte di ogni tifoseria oppure complicarne la sola presenza.
Se questo è calcio, un calcio di gente destinata "a carne da macello" si preferirà rimanere comodi nelle proprie poltrone a guardare la televisione, ma poi non ci lamentiamo degli stadi vuoti!
Potrebbe sembrare un ragionamento semplicistico, il mio, ma con il passare del tempo ottengo sempre maggiori conferme in questa direzione: dagli amici, dai colleghi o dai tanti conoscenti. Come risolvere questa situazione? Ad oggi, purtroppo, non si può negare che il vietare le trasferte sia la sola soluzione ma così facendo, ripeto, la diamo vinta a quei pochi insensati che si nascondono (volutamente) nella massa (parliamo di 10, 50, 100 imbecilli presenti in ogni tifoseria mondiale) danneggiando la stragrande maggioranza, che schifo!
Si è distrutto il sogno di tutti : andare tranquillamente allo stadio in compagnia del proprio figlio, come era accaduto per te, con la speranza di farlo innamorare per sempre alla Samb!


Commenti
Ecco, questo è esattamente anche il mio pensiero. Sottoscrivo ogni singola riga. E' vero, l'articolo non indica possibili soluzioni, ma in realtà E' LA SOLUZIONE se tutti la pensassimo in quel modo. La tifoseria rossoblu deve maturare e quest'articolo deve esserne il manifesto. Dobbiamo pensare solo alla samb e a rendere il riviera il sambodromo che conosciamo: gli ultras sono gli unici ad avere la possibiltà di realizare ciò e se perseguissero solo questa strada tutta la tifoseria li seguirebbe. Ogni eccesso va condannato da qualunque parte arrivi…
Faccio i miei complimenti all'autore dell'articolo, è innegabilmente un bel commento. Sono d'accordo su gran parte delle cose dette anche se per talune dissento per altre vorrei rettificare. Dissento sul fatto che, se è vero che tutte la parti coinvolte hanno le loro ragioni, non tutte però nella storia hanno avuto la giustizia che meritavano. Giusto punire un tifoso che si macchia di violenza gratuita e, fino ad oggi, questo è stato sempre fatto. Sarebbe bello e giusto poter punire tutti quei poliziotti che si sono macchiati di reati simili pur stando dall'"altra parte". Si tira in ballo l'episodio di Raciti e pochi sanno, causa la disinformazione del Sistema, che il ragazzo che era stato preso a mò di capro espiatorio è innocente e che il Raciti sembra essere morto a causa di "un'errata manovra" da parte di un collega. Innegabile comunque che ancora non si è potuta o, consentitemi, VOLUTA (che è più grave) fare piena chiarezza sulla tragica vicenda. Oppure la grottesca storia di Stefano Furlan, tifoso triestino, morto in seguito alle manganellate dategli dalla polizia e, nonostante parliamo di un episodio avvenuto circa 25 anni fa, ancora non si è fatta giustizia. Ci sarebbero decine di esempi da portare agli occhi di tutti anche se il nocciolo del discorso è questo: quando a sbagliare è un semplice cittadino (che sia esso tifoso occasionale, ultras, tifoso accorato ecc) c'è un accanimento giudiziario, oltre che mediatico, da essere imparagonabile a quello che succede quando di mezzo c'è un "servitore dello stato". Questo tumore cronico sociale ha fatto sì che negli anni sia cresciuto l'odio nei confronti delle parti sociali coinvolte (ultras nella fattispecie-forze dell'ordine-mass media). Dovere dello Stato è quello di appianare tali differenze e soprattutto fare SEMPRE E COMUNQUE chiarezza e punire tutti i responsabili, di qualsiasi ceto o provenienza essi appartengano. Così come una critica è indispensabile muoverla a quel mondo di mass media che non ha più come obiettivo il raggiungimento della Verità ma quello del profitto. Così le notizie vengono gonfiate per creare ad arte quel clamore mediatico che mira ad aumentare le vendite, anzichè stabilire la realtà OGGETTIVA dei fatti. Riguardo agli episodi di Fermo, fermo restando la condannabilità dei gesti violenti accertati, posso tranquillamente affermare senza possibilità di essere smentito che ben IL 70% DELLE NOTIZIE RIPORTATE DALLA STAMPA LOCALE è FALSO O IMPROPRIO. Ho già argomentato, supportato dalla somma algebrica degli accadimenti, la bontà di quanto espresso in altri commenti e non credo sia il caso di ribadirla. Così come affermare che il bar è stato distrutto è FALSO, o comunque IMPROPRIO, perchè trattasi di una vetrina rotta. Senza ipocrisia, non si può dire che "tanto è uguale" perchè alla fine è vero che sul piano etico la Violenza è sempre da condannare (la risposta del Direttore ad un mio intervento precedente) ma è altrettanto vero che quando le notizie non vengono riportate con la giusta Verità ed Equilibrio, esse fuorviano l'opinione pubblica IN MANIERA PERICOLOSA, con tutti i risvolti sociali annessi e connessi. Dal mio punto di vista cercare di ricostruire la Verità è eticamente equiparabile al punire i responsabili di atti di violenza. Quindi accetto il commento del Camaioni, ma ribadisco sul concetto FONDAMENTALE: giustizia PER TUTTI e Verità da parte di Stampa e mass media… perchè solo così potremo ambire a degli stadi, ma soprattutto ad una società più GIUSTA e vivibile per tutti.
Caro Maurilio Camaioni, ciò che hai scritto non sembra, MA E' un ragionamento semplicistico, per il semplice fatto che, come la maggioranza degli italiani e quindi in linea con la massa, trovi la colpa del calcio moderno nell'Ultras, nel tifoso che crea problemi allo stadio, tralasciando ogni minimo accenno ai soldi, al doping, alle partite comprate e alla pay-tv.
Perchè non mi parli un pò del ruolo che, il clacio scommesse, calciopoli, Sky e Mediaset, hanno su questo calcio moderno.
Il calcio scommesse e calciopoli hanno contribuito a far crollare la credibilità del calcio moderno italiano, facendo capire a tutti gli italiani che in questo sport non vince la bravura dei giocatori e di tutti gli addetti ai lavori, ma l'arroganza e i soldi di chi comanda le squadre di calcio. Le Pay-tv invece hanno allontanato il tifoso dallo stadio, d'altronde PERCHE' SBORSARE 30 EURO PER UNA CURVA QUANDO CON 2 EURO MI VEDO LA PARTITA DA OGNI ANGOLAZIONE????
Vuoi farmi un ragionamento fatto bene, allora ragionami su calciopoli e sulle pay-tv, fammi un ragionamento serio, invece che attaccarti sempre alla solita motivazione come fanno tutti gli italiani, imbambolati e imboccati da ciò che dice la televisione!
Comunque, giusto per chiudere la cosa, gli europei 2012 sono stati assegnati a Polonia e Ucraina: sei al corrente che in questi due paesi il livello di scontri tra tifoserie è altissimo????? Ma nonostante ciò saranno loro ad ospitare i prossimi europei: sai fare un ragionamento non semplicista ed arrivare al perchè non ci hanno dato gli europei, o ripieghi ancora sul fenomeno Ultras???????????
Grazie per aver pubblicato questa lettera nella quale anche io come padre di famiglia mi ritrovo.
Sto cerdando di avvicinare mio figlio alla nostra squadra di calcio portandolo con me allo stadio, non importa la categoria è importante che venga perchè sarà lui il tifoso di domani, bandiera alla mano, maglia rossoblu e tanta voglia di insegnargli i veri valori che lo sport dovrebbe divulgare.
Ma come si fa a fare il proprio dovere di genitore tifoso e dover dare delle risposte sensate ad un bambino che giocoforza legge e vede immagini di ciò che accade tra le tifoserie locali e non, come trovare le parole per spiegare i fatti di FERMO o ciò che è accaduto a JESI.
Spero di cuore che la nostra Società prenda le distanze da questi pseudo tifosi che altro non fanno che fare del male alla nostra Società con i loro comportamenti.
condivido le parole dette da maurilio i fatti ad oggi stanno cosi.
da parte mia penso che in italia xo nn ci sia la voglia di fermare qst violenze……in inghilterra sappiamo bene chi erano gli hooligans!!!
e bene con pesanti sanzioni e addirittura squalificare la nazionale da ogni manifestazione internazionale nn ricordo x qnt tempo (penso 2 anni)e aver apportato modifiche agli stadi la situazione credo sia migliorata notevolmente!!
ad oggi ne danno testimonianza i vari calciatori e allenatori andati li che il calcio e' visto in maniera diversa e che famiglie intere vanno allo stadio senza paura!!!!
voglio anche sottolineare che il TIFOSO puo' semplicemente scavalcando entrare in campo!!!!!!ma qst nn succede altrimenti sono guai e guai seri!!!c'e' la certezza della pena li!immaginate se qst fosse possibile anke da noi??quelle persone un po' calde entrerebbero i n campo e chissa' cosa succederebbe.
e voglio ricordare che x una partita ci sono gli steward e la polizia a cavallo che fa molta paura e all'evenienza possono intervnire.secondo me questo potrebbe bastare a calmare le teste calde e lasciare il vero TIFOSO tranquillo.
Alessio e DANK sono probabilissimamente due frequentatori assidui dello stadio, lo si evince dai loro "SI, PERO'" e dal tirare acqua dalla parte del proprio mulino…
Raciti è morto e quella era guerriglia, di chi siano le responsabilità lascia giudicare agli inquirenti. La cosa inconcepibile è la GUERRIGLIA in se stessa!!!
E non mi dite che sono una minoranza di imbecilli a distruggere il calcio perchè è paradossale che ci si indigni a parole mentre allo stadio nessuno fa o dice nulla per dissociarsi dai facinorosi, per farli cacciare dallo stadio.
I poliziotti sono PAGATI per essere lì.
Sono padri di famiglia che la domenica vorrebber essere da qualsiasi altra parte piuttosto che lì, a tenere a bada gruppi di deficienti che generano continuamente tensioni e problemi.
Personalmente, due ore vissute sempre teso come un violino possono indurmi a tirere un calcio in c— al primo che mi guarda storto…
DANK invece parla demagogicamente di semplicismo, non calcolando che la pay TV non è causa ma effetto del disamoramento allo stadio.
Prezzi elevati, pericolo costante, freddo, pioggia, scomodità ci sono anche in Inghilterra (anzi là il clima è peggiore…) dove però si è lavorato per tenere gli Hooligans a casa con la Paytv e le persone normali allo stadio, con famiglia.
Sembra che funzioni, li vedi gli stadi pieni nelle partite di Premier League?
O pensi che non abbiano la PayTV in Inghilterra?
Dank,
non hai capito nulla di quello che è stato pubblicato.
Non ti conosco, non so nulla di te, ma il tuo ragionamento è totalmente fuori luogo.
La violenza non è affatto legata a SKY, moggiopoli e scommesse.
La violenza negli stadi c'era ben prima che Tele+ cominciasse a tramettere le partite a pagamento.
La violenza ha a che fare con gli esseri umani che spengono il cervello e tirano fuori denti e unghie per essere più simili a cani rabbiosi.
Mi limito ad una osservazione. I rischi di trovarsi improvvisamente nel bel mezzo di una carica di celerini o, peggio, di vedersi convocare dal questore per un daspo, o peggio da un giudice, si corrono solo se non si presta attenzione alla realtà in cui ci troviamo.
Se camminando per strada non stessimo attenti a dove mettiamo i piedi rischieremmo sempre qualcosa, nell'attraversare una strada, nel superare ostacoli che non avrebbero dovuto esserci, che siano buche nel marciapiede o escrementi lasciati da cani posseduti da persone incivili. Ci sono vari articoli che trattano di queste problematiche in questo stesso giornale on-line. C'è addirittura un ordinanza del comune, giusto?
Ebbene.. stando così le cose sono relativamente daccordo quando si dice che per andare allo stadio non dovrei starmi a preoccupare più di tanto della mia incolumità o, peggio, della mia fedina penale.. ma è pur vero che non posso completamente disinteressarmi da ciò che capita nel corso di ciascuna partita, che è una storia a sè unica e irripetibile in ogni caso. Se non mi disinteresso ecco che capisco benissimo dove non è il caso di stare, cosa non è il caso di fare, quando è arrivato il momento di andarmene o quando è proprio bello rimanere.
Tanto per dirne una a Fermo molti di noi sono arrivati a Fermo, hanno visto lo scempio di partita sotto la pioggia battente e se ne sono tornati a casa senza nessunissimo problema. Quelli che invece hanno voluto "rischiare".. si trovavano a Fermo 2 ore prima (il che esclude ogni casualità tra l'esserci e il rimanerci coinvolti per caso) e si trovavano nel raggio di 20 metri da quel bar. Tra i ragazzi fermati c'erano certamente persone presenti ma tutto sommato innocenti. Però.. erano persone che sapevano benissimo i rischi che correvano. Rischi di dover venire a contatto con i tifosi dell'altra sponda o peggio, come è successo, con la polizia. Dunque.. innocenti si.. ma certamente consapevoli e anche disposti a correre quel rischio. Se un padre di famiglia fosse stato li col proprio figlioletto.. penso che se ne sarebbe guardato bene dall'andare fin sotto la curva di casa!!! Quindi.. il rischio non l'avrebbe mai affrontato, mai assunto.
Veniamo a Jesi. Manganellate? Si certo.. ma chi s'è messo a correre verso la curva di casa ha visto i poliziotti sbraitare contro chi si avvicinava, ha visto il primo poliziotto caricare il colpo del manganello. Anche in quel caso.. chi ha continuato ciomalgrado a correre verso quella direzione.. ha capito che rischiava d'essere colpito. Chiaro? Poi.. una cosa è vera, tutti quelli entrati sono stati schedati e ripresi dalla telecamera.. ma questo, anche se forse qualcuno continua a non volerlo credere, accade già da anni grazie ai circuiti di telecamere, biglietti nominativi e quant'altro. Solo che avere una telecamera appesa a un palo.. fa meno brutto di vedere il questore con la telecamera in mano a ridosso dell'ingresso, giusto? Solo che sentire il proprio nome scandito perchè venga registrato fa più brutto che dettarlo a chi deve emettere il biglietto, giusto? Ma è esattamente la stessa identica cosa!!!
Insomma.. riassumendo.. i guai.. li passa solo chi se li cerca. Io rimango di questo avviso. Oggi questo.. è più vero che in passato per causa dell'inasprirsi delle leggi. Questa è la mia interpretazione. Di conseguenza.. portate pure i vostri bambini allo stadio.. e in trasferta.. Saprete benissimo quali trasferte evitare.. ma di 20 trasferte.. è chiaro a tutti quali sono quelle un pò più a rischio.. di conseguenza.. ancora una volta.. chi vuole guardarsi la partita in santa pace.. basta che usa la testa.
Saluti.
Caro Dank, io no so se ti rendi conto di ciò che stai affermando: ma l'assalto al bar di Fermo,la corsa verso i tifosi Jesini per provocare, all'esultanza del 2° gol della Samb, è colpa di:calciopoli, Sky, Mediaset,le partite a 30 euro ecc.ecc.ecc.??? Anch'io ho fatto trasferte e ho rischiato di prendere manganellate per non aver commesso niente, e ti posso assicurare con tutta onestà che non è un sano divertimento. Mi sono permesso di dirti questo,scusami se ti sei offeso, non era il mio obbiettivo, perchè non si condanna l'Ultras nel suo ideale ma si condanna il delinquente che si crede Ultras e mette nei guai chi non delinque.Ciò detto, farebbe sicuramente piacere a tutti rivedere il Riviera pieno come una volta e sopratutto "colorato e rumoroso" come una volta….per questo bisogna essere tutti uniti, come una squadra, fino in fondo, ed escludere coloro che non vogliono il bene della Samb.
Ho tanta voglia di contribuire a questo "manifesto" su calcio moderno ma … ha già detto tutto Maurilio. Io vado allo stadio con mio figlio di 7 anni perché desidero fargli vedere cosa significa essere Sambenedettesi e "appartenere" ad un sogno anche se purtroppo mi è preclusa la possibiltà di andare in tutta tranquillita a vedere la SAMB con la mia famiglia dopo aver fatto una scampagnata ad esempio ai"castelli di jesi". NON IMPORTA io continuo ad ANDARE … e lascio DANK a guardarsi la partita in TV (mentre parla male di SKY e Mediaset) oppure a chiedere AD ALTRIi di ragionare "su calciopoli e sulle pay-tv" invece di farlo lui stesso. Il problema è che si chiede sempre ad altri di fare qualcosa e appena cercano di portare un contributo si divaga e lo si accusa di essere "imbambolato". E' ora di remare tutti dalla stessa parte. Credo che dietro al discorso di Maurilio ci sia di più, ci sia la voglia di tornare a godere dello stadio di far innamorare (come è successo a noi) il proprio figlio di questo patrimonio cittadino tanto da fargli dire a chi glielo chiede "IO TIFO LA SAMB" (e non juve, milan, inter o altro), "IO TIFO LA SAMB". Stiamo perdendo generazioni di tifosi … andate allo stadio e portate i vostri bambini e dimostrategli che lo stadio è un luogo di divertimento e non di scontro. Scusa DANK per questa frase … "troppo semplicistica".
per quelli che invece di parlare di SAMBA(schemi, giocatori etc etc) parlano della mentalita' ultras, ossia scontri, etc etc.
ma siete andati a vedere una partita di rugby, con lo stadio pieno?!??!!??!
vedrete che ci si diverte molto di piu' a bere una birra insieme ad un tifoso della squadra ospite che prendersi a mazzate!!!
fatela questa esperienza andate a vedervi qualche partita del 6 nazioni a Roma, e vedrete il vero significato di sport!!!!
p.s. lo scorso anno uno spettatore tiro' una bottiglietta in campo, e fu cacciato dalle persone che gli erano accanto…sara' possibile vedere questo prima o poi nelle partite di calcio????
Onda 1977,
ancora una volta non sono d'accordo con te.
Purtroppo a volte, anche andando allo stadio, con tutte le precauzioni, si può finire "male".
L'esempio è Pescara-Samb del 2003
http://www.sambenedettoggi.it/2009/03/04/69116/pescara-samb-2003-ventuno-poliziotti-rinviati-a-giudizio/
Ma ci sono state situazioni simili anche a sbt, quando i celerini hanno addirittura tirato fuori dalla propria auto, anziani che nulla avevano a che fare con la partita.
Tutti i tifosi che hanno fatto casino a Jesi, per punizione dovrebbero passare ogni domenica del 2010 a vedere i tornei di CURLING in TV!
Dover commentare un proprio commento è illogico … ma il doverlo giustificare, rettificare e/o integrare per aver omesso altre (delle migliaia) di ragioni che hanno rovinato il calcio mi sembra insensato !
Premesso ciò mi sento in dovere, e ne ho tutti i diritti, di intervenire nuovamente nell'animata discussione che ne è derivata. Nel momento in cui rispondevo (perchè il mio era un commento !) ad un altro commento su un articolo pubblicato dalla Redazione non era mia volontà discutere su tutte le motivazioni che hanno portato il calcio nelle condizioni sotto gli occhi di tutti noi … tifosi, giornalisti, addetti ai lavori.
La mia era una "semplice" e "veloce" risposta sull'argomento (anche se si è poi dilungata COME ADESSO) che stavamo trattando e comunque, a differenza di te, Caro DANK, non mi sono creato il problema di dovermi nascondere dietro ad un nickname ma mi sono tranquillamente firmato a difesa del mio pensiero, giusto o sbagliato, condividibile o criticabile …. mi sono assunto le mie responsabilità !
Scrivermi :
"Perchè non mi parli un pò del ruolo che, il clacio scommesse, calciopoli, Sky e Mediaset, hanno su questo calcio moderno …" oppure "Vuoi farmi un ragionamento fatto bene, allora ragionami su calciopoli e sulle pay-tv, fammi un ragionamento serio, invece che attaccarti sempre alla solita motivazione come fanno tutti gli italiani, imbambolati e imboccati da ciò che dice la televisione! …"
E' UNA CRITICA CHE ACCETTO, ci mancherebbe, ma vorrei evidenziare il fatto che il mio commento era iniziato cosi …. CI SAREBBE DA SCRIVERE UN LIBRO SULLE MOTIVAZIONI CHE HANO CAUSATO QUESTE SITUAZIONI.
Detto questo mi sono incentrato su una delle tante possibili cause (e non su tutte) ma che secondo me è fondamentale : LA VIOLENZA negli stadi allontana le famiglie e le nuove generazioni (So benissimo che non sono nè il primo nè sarò l'ultimo a scriverlo …..) vivranno nella CONVINZIONE che questo clima di guerra e di repressione è la NORMALITA' NEL CALCIO ! Ti pare normale ? Oppure è troppo semplice da capire ?
Se la mia speranza e la mia voglia di restituire ai propri figli un calcio PULITO basato sulla sportività, sul rispetto e sulla competizione (ovviamente) mi fa passare per IMBAMBOLATO O IMBOCCATO da ciò che dice la televisione NON MI IMPORTA, almeno ho uno scopo, un obiettivo su cui lavorare e ragionare … consapevole del fatto che da solo non posso pretendere di cambiare la mentalità del tifoso attuale (non sto discutendo della tifoseria sambenedettese ma è un discorso più generale) ma se in molti riescono a comprendere che continuando su questa strada ci sarà la fine a breve, allora la forza dei pochi teppisti (50? 100? di ogni curva) svanirà gradualmente di fronte alla compattezza della stragrande maggioranza dei veri tifosi che li condannano e che potranno finalmente tornare, LIBERI e senza restrizioni o impedimenti, in uno stadio di calcio per seguire uno spettacolo con la propria famiglia ……
La differenza, ed è sostanziale, tra questo distinto gruppo di tifosi, teppisti e non, è nell'organizzazione : i primi anche se di modesto numero si cercano e si organizzano compatti mentre i restanti tifosi vanno allo stadio disgiuntamente pur pensando le stesse cose e condividendo le stesse passioni ! Che forza hanno quest'ultimi ? Nessuna … Ma subiscono impotentemente tutto lo schifo che gli gira intorno !
Quindi il dover includere in questo contesto ed in un ragionamento "FATTO BENE" argomentazioni quali il calcio scommesse, sky, mediaset, pay-tv … mi sembra proprio FUORI TEMA anche accostandolo alla violenza che ci sopprime : la televisione ha AGEVOLATO l'allontanamento dei tifosi dai campi …. non ne è la CAUSA ! Pensaci !
Ti ripeto, agevolandoti : E' LA VIOLENZA DEI POCHI CHE ALLONTANA I TANTI …. E NON GLI ALTRI STRUMENTI A NOSTRA DISPOSIZIONE (SKY, MEDIASET ECC.) !
Il tifoso, quello vero, se ha la possibilità di poter tranquillamente scegliere tra una partita vista dal vivo tifando la propria squadra a gran voce oppure vedere la stessa partita davanti ad un televisore, in silenzio e senza quindi percepire le sensazioni trasmesse da uno stadio pieno di tifosi, non ESITEREBBE un solo instante : SCIARPA AL COLLO E DI CORSA ALLO STADIO !
E poi : cosa c'entra il calcio scommesse con la violenza ? E con lo svuotamento degli stadi ? Mi pare molto riduttiva la tua ipotesi ed anche volendo considerarla … va tutto esaminato nel complesso : la violenza in primis poi i fatti di calciopoli, calcio scommesse, le partite in pay-tv.
Tutto questo insieme di cose hanno costretto tante persone a disinnamorarsi del calcio … ma sono estremamente convinto che risolvendo il primo problema, quello della violenza, si RIACCENDERA' (perchè un sentimento molto forte non può essere cancellato ma resiste nel tempo !) in quelle persone la voglia, soppressa, di calcio VERO e con maggiore intensità ! Un calcio fatto di passione da condividere, e PARLO PER ME, con il proprio figlio senza doversi preoccupare del resto che ci circonda ….. la preoccupazione delle situazioni che si possono creare distoglie la nostra attenzione dalla partita e cancella per sempre le emozioni del momento che vorresti trasmettera a tuo FIGLIO ! Anzi tutta questa violenza (normale, no ?) appare normale a questi bambini che si avvicinano a questo sport ….. mi dispiace MA IO NON CI STO !
Voglio uno stadio LIBERO, pieno di famiglie, di bandiere e di tifosi in festa a prescindere dal risultato finale : QUESTO E' SPORT !
Se è stato possibile in Inghilterra perchè da noi sembra essere UTOPISTICO ? Ed ancora : perchè in altre discipline, ad esempio nel RUGBY, questo è il CLIMA CHE SI RESPIRA ?
Vorrei poi puntualizzare un altro aspetto sul mio precedente commento : è vero, caro ONDA 1977, probabilmente ho anche esagerato (VOLUTAMENTE !) sulle possibili conseguenze che ti potrebbero coinvolgere se ti trovi nel momento sbagliato e nel posto sbagliato ma sono sicuramente CERTO che anche con le DOVUTE ATTENZIONI …. nessuno mai potrà GARANTIRE la certezza del CONTRARIO …. quindi perchè rischiare ?
E cmq anche la sola imposizione delle restrizioni scoraggia in molti …….
nell articolo si parla delle morti di furlan e sandri provocate dall incapacità di alcuni poliziotti o nel caso di sandri di un solo poliziotto……ma come detto i responsabili sono stati assolti o il reato è stato prescritto questi sono solo 2 tifosi morti per l incapacità di alcuni poliziotti ce ne sono molti altri ma si tace perchè l opinione pubblica preferisce tacere e tacere anche dei morti di alcuni carcerati morti perchè picchiAati selvaggiamente da secondini ultimo caso vedi cucchi…….però fa più scalpore 20 ragazzi che spaccano la vetrata di un bar e che oggi verranno giustamente processati ….QUESTA è L I TALIA
in inghilterra prima del giro di vite fatto verso gli hooligans ci sono stati scontri e tante morti in italia no ……e da oggi tutti devono andare allo stadio con la paura di prendrsi qualche manganellata perchè si commette il reato di esser tifosi e di andare nel settore sbagliato…..
la tifoseria sambenedettese è un patrimonio di tutta san benedetto ….ONORATELA
Fino ai primi anni Settanta, si andava alla partita, si faceva tifo (in modo molto spontaneo, senza lanciacori o gruppi organizzati), c’erano un po’ di panzuti carabinieri a guardarsi la partita pure loro e, finita la gara, si tornava a casa, contenti o tristi, a seconda di come era andata. Incidenti seri ne ricordo pochi e concentrati in poche partite, con particolari squadre (ad esempio la Cavese). Anche gli incontri con l’Ascoli, qui a San Benedetto, non facevano vedere nulla di particolare, salvo un pubblico più numeroso e un tifo più intenso e magari qualche festeggiamento extra post partita fino alle porte del capoluogo di provincia. Le cose nel calcio sono cambiate assieme ai cambiamenti sociali che ci sono stati nel Paese. Non rifaccio la storia degli ultimi trent’anni ma è evidente che la violenza negli stadi è aumentata di pari passo con la crescita delle tensioni sociali. Sono nati i gruppi organizzati, con connotazioni pseudo politiche che hanno trovato nello stadio una zona franca in cui permettersi di tutto. Le società, corrotte da par loro nella maggior parte, non hanno avuto la forza morale e pratica di opporsi a quei gruppi che facevano la voce grossa, anzi erano pure conniventi. La violenza è diventata endemica e non più episodica. Lo Stato, dopo tanti anni di incertezze, ha preso delle iniziative forti e ha ridotto di molto, sebbene non del tutto, i focolai di violenza ed intolleranza. Peccato che il paziente ovvero il tifoso normale, con questa cura da cavallo, sia morto e gli stadi italiani, salvo alcune eccezioni, sono dei lugubri campi di concentramento. Le leggi introdotte in tema di sicurezza negli stadi sono qualcosa di aberrante, non degne di uno stato di diritto e tali da togliere la voglia a quasi tutti di andare allo stadio. Se io vedessi alla prossima partita qualcuno delle forze dell’ordine che mi riprende mentre entro, me ne andrei immediatamente per non sentirmi come un deportato ad Aushwitz. Aggiungo che non tutti i poliziotti sono quei paciosi padri di famiglia che qualcuno crede, anzi qualcuno pare che prenda questo servizio domenicale come occasione per sfogare le proprie pulsioni viscerali, tanto l’impunità è quasi certa. Allo stesso tempo, devo dire che non tutti gli ultras sono delle anime pie e credo che gli interessi ben poco le sorti della squadra per la quale tifano. Rimanendo al nostro ambito sambenedettese, debbo dire che il dibattito che ogni tanto si intavola su questi temi è significativo di un livello superiore alla media e di una presa di coscienza confortante. Ogni tanto qualcuno deborda, o da un lato o dall’altro, ma la gran parte ha una cultura sportiva degna di leggi migliori di quelle che ci sono oggi.
Ho espresso questo concetto, usando quasi le stesse parole, nel 90% dei miei interventi su queste pagine, prendendomi offese dai "signori" ultras e quando andava bene mi davano del "pretino". Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti e, purtroppo, anche la fine è ampiamente prevedibile. Quello che mi dà fastidio è leggere in certe risposte che "al Ballarin era così se non peggio"….ma quando mai!!! Al Ballarin c'era la vera passione che dovrebbe essere sempre presente. Certo, qualche incidente c'è stato pure lì…ma a partire dagli anni ottanta…guarda caso con la nascita dei primi gruppi ultras. La mia nostalgìa va agli anni 60 e 70 assolutamente irripetibili per le ragioni più volte espresse.
Premetto: Sono di corsa ho cercato di leggere più commenti possibili(tra cui quello di Maurilio ovviamente), ma non sono riuscito a leggerli tutti.
Innanzitutto che nel Rugby non ci siano scontri non è vero, nella realtà italiana non esistono perchè è una realtà piccola, nelle categorie minori di tutta la Gran Bretagna scazzottate isolate tra tifosi ce ne sono e come! La nazionale(Inghilterra, Scozia, Galles o Irlanda) invece non si tocca, quello è uno spettacolo senza paragoni, goliardia allo stato puro e forse è proprio il fatto che non ci sono troppi soldi di mezzo che fà appassionare così tanto il tifoso da festeggiare dalla mattina alla sera anche col supporter avversario.
Per quanto riguarda gli hooligans che in molti avete accennato, il fantomatico "modello inglese" non funziona poi tanto bene: ogni sabato ci sono centinaia di risse in tutta la nazione, accoltellamenti e feriti gravi in ogni dove, ma gli scontri si sono spostati, avvengono nei Pub delle varie "Firm", scontri che coinvolgono il più delle volte 60-70 persone, tranne casi eccezzionali come derby storici (vedere West Ham - Millvall). Qualcunoi ha detto che in Inghilterra le famiglie ci vanno allo stadio: vogliamo ridurci come l'Inghilterra, conoscete almeno la situazione britannica per ciò che riguarda il calcio? Lo stadio è frequentato solo dalla media-alta borghesia perchè il costo dei biglietti è troppo elevato, il tifoso che non si può permettere il biglietto se ne resta nel pub a bere per tutta la durata, a guardarsi la partita alla televisione. Gli stadi in Inghilterra stanno diventando off-limits per chi ha un basso reddito, stanno formando una elite di persone che và allo stadio, tanto che i tifosi che non hanno abbastanza liquidità cominciano a tifare squadre di categorie inferiori, dove i controlli sono meno ossessivi e dove il fenomeno hooligans NON E' MAI CESSATO!
Dite che il piccolo tifoso che mette piede per la prima volta allo stadio(italiano) si trova in mezzo ai casini senza che lui lo voglia??? Ma ci venite allo stadio oppure no? Sono i giovani di oggi i primi ad aizzare la gente e i calciatori, sono loro quelli che non sostengono mai la squadra ma non mancano all'appello quando bisogna sfottere il tifoso, o giocatore avversario, sveglia!
Bisogna educare i figli alla non violenza, e non li si educa eliminando il fenomeno Ultras, un fenomeno che ci si ferma a guardarlo solo dal lato negativo e mai da quello positivo! La violenza si deve eliminare dalla TV, dai videogiochi, dai film, dai politici che si arregnano in parlamento, dai reality show, eliminatela da queste categorie e finalmente potrete trovare meno violenti che frequentano allo stadio!
Dio che argomento ingarbuiato! Spero di essermi fatto capire, e comunque quando parlo di violenza parlo a livello generale, perchè nel nostro specifico la violenza avvenuta a Fermo ha una causa da non sottovalutare!
Aggiungo una mia nota e un riferimento ad un tifo molto caldo d'altri tempi.
Sarà sempre buona prassi, quando si fa riferimento ad un problema, cercare di risolverlo senza "ma-anchismi"… Se parliamo di violenza negli ultras, è inutile dire: sì ma anche sky… sì ma anche la polizia… Gli errori comuni non giustificano gli sbagli del singolo. Il problema dell'attuale deriva ultras è che i gesti come quelli di Fermo non solo sono vissuti senza vergogna, ma assegnano delle stelline d'onore da parte di chi li ha compiuti agli occhi di tutte le altre tifoserie "ultras" d'Italia. Il coraggio di uno scontro a viso aperto, il coraggio di sfidarsi con le mani, il coraggio di non temere ripercussioni legali e in certi casi nemmeno fisiche, sono segnali di un ideale "puro" e non contaminabile. In un mondo dove le libertà si restringono sempre di più (sempre in nome di una corretta convivenza civile: pensate quanta libertà in più c'era negli anni '60 per una persona che si e no ascoltava un telegiornale al giorno, poteva fumare la sigaretta dove voleva, in moto non serviva il casco, non servivano le cinte, se aveva un ristorante bastava che rispettava le norme igieniche casalinghe, se faceva benzina non pensava di contribuire al riscaldamento globale, ecc ecc, esempi banali per far capire come la mente fosse molto meno condizionata di oggi), la curva e le sue leggi e la sua anarchia hanno indubbiamente un grosso fascino. E la sfida violenta rappresenta il massimo oltraggio allo stile di vita borghese. Rovinarsi per un ideale (non importa quanto importante, in questi casi) è il massimo atto di "eroismo". Non sto giustificando, sto solo scrivendo dalla parte di chi ragiona in questo modo (tutti noi da ragazzi siamo stati in curva e sappiamo cosa significa). Per questo motivo le leggi, per quanto repressive, non riescono a piegare il cuore del fenomeno.
Come poterne uscire fuori? Certi episodi devono essere condannati da tutti, società e tifoseria, per evitare che possano incancrenirsi e ripetersi. Vanno portati allo stadio bambine e donne. Vanno mano a mano ridotte le condizioni da "concentramento" degli stadi. Via le barriere fra i settori e nel campo. Va ridotta la possibilità di agire nella massa da anonimi. Vanno bandite le minacce che si leggono su internet (non sono forse anche questi dei reati di intimidazione?). Vanno banditi, anche su internet, siti o dichiarazioni di "onore" per reati contrari alla legge (non faremmo lo stesso per un sito che inneggia ad un camorrista che ha opposto resistenza a pubblico ufficiale?). Va sempre più ridotta la presenza di forze dell'ordine negli stadi (ma quanto ci costa?). Eccetera, eccetera, eccetera…
Ah dimenticavo il riferimento personale!!!
Non cito il nome perché la persona è scomparsa, ma il fatto credo sia molto noto a San Benedetto. Beh, un parente di famiglia, un focoso marinaio reduce di guerra, come tanti altri alla domenica andava allo stadio. In una gara in cui credo un arbitro aveva fatto arrabbiare i tifosi della Samb, al Ballarin (ecco la differenza: prima magari ci si arrabbiava, ma per un arbitraggio, o un giocatore scorretto… non "premeditando" la violenza) lui salì sulla recinzione del campo e invitò gli altri tifosi a seguirlo. Però si ritrovò quasi solo e prese anche lui, ai suoi tempi, una manganellata in testa. La cosa gli costò però non pochi problemi con la giustizia (non so come andò a finire). L'episodio è avvenuto tra la fine degli anni '50 e gli anni '60. Questo per dire che le "teste calde" sono sempre esistite, la differenza è che poi si sono organizzate in strutture che predicano il ricorso alla violenza come eventualità da non scartare e anzi da ricercare per dimostrare la propria virilità non compromessa. Purtroppo quasi nessuno ha mai il coraggio di ammettere che questa è l'essenza - quella più deteriore - della cosiddetta mentalità ultras
Premesso che mi dispiace molto non potere tifare in modo passionale e goliardico la squadra della mia città insieme alla gente della mia città, senza mischiarmi con persone violente che secondo me non si rendono conto delle conseguenze di alcune azioni…
Vorrei chiedere una cosa. Anch'io, se serve dirlo, non condivido l'ideale, anche se adoro la samb. Ma secondo me Flammini ha descritto bene il vissuto di alcuni ultras, il loro battersi per un proprio ideale, puro, ad ogni costo e soprattutto insieme, per una causa comune. Ma se questi ragazzi si appassionassero ad un altro senso comune, se lottassero non contro gli ascolani, ma contro qualcun altro. Se riversassero la stessa passione e tenacia per ottenere altro, ed insieme a loro tutti i ragazzi di tutta italia, chi li fermerebbe?
Forse è meglio che stiano dentro gli stadi?
Condivido con l' articolo e proposto e, proprio per questo sono ancora più convinto dopo Fermo e Jesi che sia SBAGLIATO il modo in cui lo stato sia arrivato ad affrontare la cosa e di come lo vorrà affrontare ( tessera del tifoso) . Dico sia arrivato perchè ritengo giusto che dopo gli anni 80 si sia incominciato col mettere i settori per i tifosi ospiti e un minimo di regolamentazione ma purtroppo la questione è diventata negli anni una scusa per speculare politicamente con provvedimenti oltre misura da parte della classe dirigente e chiarisco il perchè della mia posizione.
Negli ultimi anni ogni qual volta è successo un fatto di rilevanza mediatica all' interno e inerente allo stadio, si è agito in due modi:
1) - inserendo pene ad " hoc" per lo stadio ma diverse da quelle previste per lo stesso reato ma commesso in altri luoghi ( cioè se io sfascio un cancello per strada avrò tot. mesi o giorni o anni mentre per lo stesso reato nello stadio ho la diffida o l' assurdo obbligo di firma ) quindi mi sembra strano che chi voglia portare l' ordine nello stadio abbia agito mandando il messaggio che allo stadio ci sono regole " diverse", con l' indiretto messaggio che allo stadio ci si comporta "diversamente". Probabilmente si dovrebberos pendere più parole anche in merito al fatto se la certezza (o meglio… la chiarezza)della pena esiste anche per quello che il cancello lo sfascia in strada… probabilmente no e probabilmente per questo la classe dirigente ha sempre agito ad hoc per accadimenti di impatto mediatico.
2)- Il più grave- Punendo gli altri tifosi non diffidati e che continueranno ad andare allo stadio con nuove restrizioni. Questa a mio parere è la parte più vergognosa e la principale causa del calo degli spettatori negli stadi che negli ultimi due - tre anni sono diminuiti in modo esponziale (sulle pay - tv dico solo guardatevi quanto sono vuoti gli stadi di serie B e chiudo qui la parentesi) . Se si vuole giustizia dopo un fatto come quello della morte di Raciti credo che il compito delle autorità competenti sia quello di individuare le responsabilità e condannarle ad una giusta pena… insomma l' a-b-c della giustizia a seguito di ogni reato esistente no? Ora al di fuori di questo qualcuno mi spieghi perchè dalle partite successive siano stati vietati gli striscioni a meno di autorizzazione ( volendo difficile anche da ottenere viste le numerose norme sul materiale e dimensione di esso), megafoni e tamburi. Ecco qualcuno mi spieghi la correlazione tra le due situazioni. E' una restrizione che cade su tutti i tifosi ( come se il tifoso in quanto tale fosse responsabile) dopo le già numerose restrizioni presenti in merito alla varia oggettistica ( chiavi, accendini, bottiglie d' acqua, ecc - tra l' altro nonostante abbia rimosso i "moschettoni" dalle mie chiavi ormai da 4 anni, a Jesi sono dovuto uscire dallo stadio per posarle in macchina ). Per non parlare dell' istituzione dell' osservatorio sulle manifestazioni sportive che può vietare le trasferte al alcuni tifosi con metodi molto discutibili ( anche qui qualcuno mi spieghi perchè i veronesi non sarebbero potuti venire a san benedetto lo scorso marzo). Scusate immaginatevi per un attimo se per ogni tragedia casalinga ( quelle col mestolo che piacciono a Vespa per intenderci) avessero agito come si è agito negli stadi… credo che tra la nostra casa e quella dei nostri vicini avrebbero installato recinzioni, torri di controlli e telecamere. Magari a qualche fan di Minority Report o 1984 sarebbe anche piaciuto.
Cito questo esempio perchè secondo me è il più lampante di come se si vuole ricostruire uno sport dove ognuno faccia un passo indietro e si prenda le proprie responsabilità ( cioè chi sbaglia paga PER I SUOI SBAGLI a prescindere da che lavoro faccia ) sia necessario in ognuno di noi prendere le distanze anche da certo sciacalaggio politico che si usa e si è usato per affrontare queste situazioni. Altrimenti non si va da nessuna parte con queste guerre dei poveri dove non facciamo altro che leggittimare questo sciacalaggio che supererà se stesso con la futura ( speriamo di no ) tessera del tifoso. Su quest' ultimo tema spero che tutti facciano una riflessione sennò è inutile parlare di ricostruire uno sport. Pongo un quesito anticipato da due premesse rivolto sopratutto a chi si fa sempre garante di " liberalità".
Se…
1) Negli stadi i biglietti sono attualmente NOMINALI, quindi basta farlo una volta per essere registrati nel database, in quanto per fare il biglietto è necessario esibire un documento che dovrà essere riesibito con il biglietto all' entrata dello stadio dove sarai ripreso con il sistema di videosorveglianza ( attualmente funzionante al riviera);
2)In uno stato civile per spostarsi liberamente occorre solo il documento d' identità e un biglietto nei luoghi a pagamento come cinema, teatro,ecc…
DOMANDA: Per quale motivo inserire uno strumento come la tessera del tifoso ( carta di credito) con il precedente che andrebbe a creare, cioè quello di vincolare ( cioè caro tifoso occasionale o ce l' hai oppure a vedere l' inter o il milan o la juve che vince lo scudetto in trasferta non ci vai) la libera circolazione per mezzo di uno strumento al di fuori di quello identificativo?
Un forza samb a tutti a abbasso certa speculazione che tutto vuole tranne che favorire la giustizia.
Personalmente penso che in certi casi ci sia l'ossessione dei mezzi di informazione nel dare risalto a certe notizie in modo sproporzionato al loro reale significato e interesse pubblico.
Premetto che stimo e ammiro sbtoggi, uno strumento di informazione utilissimo senza il quale in zona saremmo sperduti e soprattutto chi ci governa (a destra e a sinistra) sarebbe al di fuori di ogni controllo.
Però, permettemelo, questa storia della violenza degli ultras corrisponde alle armi di distruzione di massa in IRAQ. Tutti dicevano che c'erano, erano un pericolo per il mondo, ci hanno martellato ogni giorno TG e giornali e una volta conquistato l'IRAQ non è stato trovato niente. Allo stesso modo riempire le locandine delle edicole per gli incidenti a Fermo per una vetrina rotta e una zuffa mi sembra sproporzionato rispetto ad altri fatti che, personalmente, ritengo più gravi. Faccio solo un esempio. In questi giorni avete pubblicato una notizia su un sequestro di alimenti scaduti (15 tonnellate) come formaggi, salumi, conserve visibilmente avariati e immagazzinati tra lo sporco e gli escrementi.
Nell'articolo si dice che erano prodotti destinati al commercio all'ingrosso e agli esercizi pubblici. Non meriterebbe dei grandi titoli una notizia del genere? Perchè non si è fatto i nomi di chi gestiva questo traffico? Da quanti anni questa ditta forniva alimenti agli esercizi pubblici? Quali erano gli esercizi pubblici che si fornivano da questa ditta?
Mi sembra che una notizia che interessa la salute pubblica abbia una rilevanza maggiore di una sedia o una vetrina rotta a Fermo, con tutto il rispetto. Inoltre non capisco perchè nei fatti di Fermo escono subito i nomi (pur avendo un interesse concreto molto relativo) mentre per chi vende alimentari avariati si garantisca l'anonimato, quando sarebbe interesse di salute pubblica conoscere chi sono i responsabili e qual è la ditta che commetteva questi reati.
IL DIRETTORE RISPONDE
La "grandezza" dei titoli specialmente su internet non assume importanza in quanto non è dotato di colonne come la carta stampata. Sul nostro settimanale cartaceo riportiamo la cronaca settimanale in maniera uniforme. Se si riferisce ad altre testate dovrebbe essere più chiaro. Per i nomi ho già spiegato che, almeno a noi, non sono stati comunicati da chi di dovere. Lei li pubblicherebbe in un giornale che ha così tanti lettori come il nostro, solo per sentito dire o senza… pezze d'appoggio? Il rispetto della legalità viene davanti a tutto. Insomma non ci vedo nessuna complicità dei mezzi di informazioni. In questo particolare caso.
io aspetto la fine del giochetto.
quando non ci saranno più innammorati del calcio cosa faranno tutti quelli che in qualche modo ci lavorano attorno?
tutti quelli che dovrebbero fare qualcosa (visto che sono direttamente interessati)e non si muovono, dove si butteranno? sul basket? il rugby? le bocce?
me la voglio proprio godere!
… e intanto sulle pagine locali di un quotidiano cartaceo un giornalista impunemente fa riferimento ai fatti di Fermo parlando di bombe molotov, aggressioni a donne ed anziani, senza che nessuno possa farci nulla.. senza che quelle falsità vengano evidenziate.. solo perchè tanto si parla di ultras.. nessuno si metterà a difendere la "feccia".. non ne vale la pena eppoi.. tanto hanno sbagliato.. tanto vale moltipricare x 1000 le loro colpe, esaltare il gesto violento.. così più gente ce l'avrà con loro.. qualcuno prima o poi "ci arriverà" a reprimerli in qualche modo e definitivamente..
Questo, come tantissimi altri fenomeni, che a tutti gli effetti è un reato di calunnia nei confronti di quei ragazzi.. che è a tutti gli effetti una istigazione alla violenza al pari di mille altri messaggi che bombardano i "giovani di oggi" sin da tenera età con ogni mezzo di comunicazione (come diceva Dank.. dai videogiochi alla maggior parte dei messaggi subliminali che fanno vendere giornali e seguire trasmissioni .. messaggi che se non inneggiano alla violenza, alla supremazia di un potere.. allora, unica alternativa, fanno riferimento al sesso).. è tuttavia una forma di "violenza" tollerata dalla nostra società, di cui nessuno rende conto e a cui nessuno chiede che si renda conto..
Per l'ennesima volta.. io non difendo nessuno. Sarei però del parere che chiunque contravviene a certi principi.. sia tenuto a pagare. Cionostante però.. le iniquità della nostra società portano sotto i riflettori le categorie più "attaccabili" e nasconde nell'ombra quelle meno esposte. La domanda è.. siamo sicuri che queste "tenebre" non stiano minando la nostra serenità, quel nostro andarcene a spasso con la nostra famiglia fuori o dentro gli stadi (non fà differenza).. molto più che quel gesto disperato di una manciata di "RAGAZZI" che a proprio modo (giusto o sbagliato) denuncia uno stato sociale di insofferenza? di esasperazione? di ingiustizie che vanno ogni santissimo giorno stratificandosi una sull'altra.. senza che si veda una concreta soluzione, la fine del tunnel??
E non venitemi a dire che no.. qui si sta parlando solo di calcio! E si parla solo di ultras.. Nessun femomeno sociale ha senso .. se considerato a se.
Io.. un pò di speranza la nutro. Tanto per iniziare perche penso che luoghi d'incontro di "opposte fazioni" (come questi) potrebbero, alla lunga, aiutarci a maturare come "cittadini del mondo". Prima o poi.. questo ci aiuterà a influire sul modo in cui le cose vanno.. Chiaramente non potremo influire più di tanto se considerati come semplici individui. Ma mettendo insieme l'educazione che sapremo dare ai nostri figli, il nostro piccolo contributo all'opinione pubblica, il voto, il modo di comportarci.. nell'arco di un paio di generazioni (se ce ne saranno a sufficienza prima che sia troppo tardi).. forse, riusciamo a migliorarlo un pò sto mondo qua.
Intanto.. io Domenica sono allo stadio.. e mi mischio nella "feccia".. perchè penso di cominciare da li.
Saluti.
IL DIRETTORE RISPONDE
Io apprezzo il suo pensiero che avvicina tante problematiche che meriterebbero dicscussioni più ampie che, giustamente, non ha potuto mettere bene a fuoco con un commento. Seppur abbastanza lungo. Ritengo altresì che le lamentele per il fatto che i giornali abbiano fatto i nomi forniti dalla Polizia siano fuori luogo. Infatti, a titolo personalissimo, se un mio figlio si fosse comportato in modo violento (non sto a giudicare l'entità perché non mi interesserebbe) gli direi che ha sbagliato e che la cosa non deve assolutamente ripetersi facendogli notare che non mi preoccupa affatto che i giornali abbiamo reso pubblico il suo nome. Anzi li ringrazierei, anche se avessero un po' esagerato nell'esposizione dei fatti, perché deve servirgli come memoriale per altre eventuali occasioni di rischio da lui create o nelle quali potrebbe essere coinvolto. I problemi infatti non provengono dalla conoscenza pubblica delle persone coinvolte ma dai fatti incresciosi e violenti che non devono ripetersi.
Direttore, la ringrazio per le sue parole.
Preciso però che non mi riferivo in alcun modo alle generalità dei coinvolti e al fatto che possa essere giusto o meno di riportarle negli articoli dei quotidiani.
Mi riferivo solo al fatto che nell'articolo si parla esplicitamente di bombe molotov e aggressione ad anziani e donne. Esaltare un pò gli avvenimenti per dargli maggior risonanza.. non lo condivido.. ma se serve a far capire meglio.. diciamo che ci può stare.
Ma se un gesto violento viene compiuto a mani nude e invece si parla di bombe molotov.. mi sembra un pò troppo esagerato.. stiamo parlando in sostanza di due notizie completamente differenti. Non di una semplice enfasi! Lo stesso vale quando si dice che sono stati aggrediti anziani e donne! Fatto non vero in assoluto. La preparazione di bombe molotov.. è un atto non solo grave.. ma della massima gravità, soprattutto se si pensa alla premeditazione che implica e alla volontà distruttiva, consentitemi di dire.. con le molotov si uccide con la volontà di uccidere! Staremmo parlando di un atto terroristico vero e proprio!! Vogliamo far passare questa "verità"??
Saluti.
DANK ha scritto:
"Innanzitutto che nel Rugby non ci siano scontri non è vero, nella realtà italiana non esistono perchè è una realtà piccola, nelle categorie minori di tutta la Gran Bretagna scazzottate isolate tra tifosi ce ne sono e come! La nazionale(Inghilterra, Scozia, Galles o Irlanda) invece non si tocca, quello è uno spettacolo senza paragoni, goliardia allo stato puro e forse è proprio il fatto che non ci sono troppi soldi di mezzo che fà appassionare così tanto il tifoso da festeggiare dalla mattina alla sera anche col supporter avversario."
Scrivere per sentito dire non è mai segno di acume, ma scrivere (nuovamente..) demagogie è imbarazzante anche per chi legge!
La CULTURA del rugby è la differenza che ti sfugge.
Non è una questione di soldi, poichè in Nuova Zelanda, Australia, SudAfrica, il rugby è lo spost nazionale e di soldi ne girano parecchi!! Anche in Gran Bretagna e in Francia il rugby è professionistico e i giovatori vengono ben pagati, con un business di milioni e milioni di euro…
Qualcuno l'ha già detto, al Flaminio, durante una partita di Sei Nazioni, un tale ha tirato una bottiglietta in campo ed è stato cacciato in malo modo dai vicini di posto, che l'hanno portato di peso all'uscita dello stadio, applauditi da tutti…
Le scazzottate nelle categorie minori di rugby?
Sarei curioso di sapere se anche qui spari a caso o se hai assistito di persona…
E' proprio vero: l'italia è la repubblica dell banane. La privacy si applica in maniera assoluta con i forti, non si applica i deboli. Chi si riempie la bocca col modello inglese sa che la le forze dell'ordine sono numerate e riconoscibili con nome e cognome e chi sbaglia viene punito con l'aggravante di essere tutore dell'ordine? Da noi spaccarotella (si puo' scrivere?) sta a piede libero! Oppure: La Cassazione ha confermato la condanna a 2 anni di reclusione inferta a don Kevin Chukwuka da Cosenza per violenza carnale ai danni di una bambina di 9 anni.
Per quanto rigurda gli scontri nel rugby inglese, non mi và di fare ricerche a quest'ora, posso aiutarti però dicendoti di scrivere su un qualunque motore di ricerca di internet quello che desideri, e troverai tutto, anzi solitamente la mia fonte era la BBC. Precisiamo che gli scontri inglesi non sono guerriglie urbane, ma risse in tutto e per tutto, senza lanci di oggetti o alcunchè. Assistito di persona mai, non abito in Inghilterra ovviamente.
Per il resto, fammi capire vuoi dirmi che nel rugby inglese girano gli stessi soldi che trovi nel calcio, sempre inglese o anche in quello italiano? I diritti TV dei club del rugby britannico vengono pagati molto meno rispetto a quelli del calcio, gli stipendi dei giocatori sfortunatamente non li conosco e se ce la faccio domani faccio una ricerca, i biglietti dello stadio per un settore popolare di una squadra della massima serie si aggirano attorno alle 20 sterline, circa 29 euro, che può sembrarti tanto in Italia, ma che invece in Inghilterra è relativamente poco(nella massima serie calcistica inglese il prezzo medio di un settore popolare è di 35 sterline!). Non ho messo in dubbio in alcun modo che il rugby sia una vera e propria cultura (io stesso l'ho praticato per quasi 3, e posso dire che dopo le arti marziali è lo sport più completo che esista), ma CREDO che non mi si possa contraddire riguardo ciò che ho scritto!
risse nel rugby!??!!?
si ma solo tra i giocatori durante le partite, e visto la tensione e i contrasti duri ci possono stare, ma finiscono li.
tra i tifosi non succede niente e all'esterno dello stadio si bevono fiumi di birra tutti insieme senza problemi.
io ho visto qualche anno fa italia-francia a roma e fu un pomeriggio fantastico, con veramente tante famiglie allo stadio, e ovviamente con tanto rispetto dell' avversario, invece l'ultimo italia-francia di calcio(milano) e' ricordato con i fischi di tutto lo stadio all'inno nazionale francese!!!
p.s.:cmunque gl'inni nazionali dellepartite di rugby non hanno niente a che vedere con queeli delle partite di calcio…provareper credere!!!!
forza SAMB cambiamo atteggiamento negli approcci alle partite.
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