15 luglio 2009 - ore 19:13

Difficile dare torto a Beppe Grillo

Luglio caratterizzato dalla decisione del “rrriot” comico di partecipare alle primarie del Partito Democratico. Che però lo rifiuta. Comprensibile dal punto di vista politico-formale. Un po’ meno nel merito

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La politica italiana è incomprensibile. Perciò la candidatura di Beppe Grillo alle primarie del Partito Democratico è parsa a tutti una provocazione del “rrriot” comico nei confronti dell’apparato burocratico del Pd. Il nome di Grillo affianco a quelli di Franceschini, Bersani, Adinolfi e Marino per guidare il principale partito di opposizione italiano: sì, sembra uno scherzo. Può chi scrive ogni giorno che il Pd non esiste, non ha un programma, è un Pdmenoelle, candidarsi alla sua guida? Ci distruggerà, avranno pensato i vari D’Alema, Fassino e Rutelli.

Probabilmente sarebbe così, anche se le malelingue ci tengono a far capire che il Pd non è rappresentato dagli alti papaveri (alcuni dei quali incappati in brutte disavventure politiche e non solo, basti pensare a D’Alema e alla famosa gaffe telefonica di Fassino durante la scalata Unipol dei furbetti del quartierino).

Però, se ci si fida un minimo del sondaggio on line dell’Espresso, si capisce che a sinistra si rischia una svolta epocale. Un po’ simile, nella forma, all’ingresso di Berlusconi in politica, nel 1994. Ecco i numeri del sondaggio alle 18,53 di mercoledì 15 luglio: in 47.289 voterebbero Grillo, in 3.185 Ignazio Marino, 3.010 Pierluigi Bersani, appena 1030 l’attuale segretario Dazio Franceschini e 328 Mario Adinolfi.

Ovviamente la rete è il regno di Grillo, e quindi i risultati potrebbero essere un poco gonfiati e non rappresentativi, invece, di tutti gli iscritti del Pd. Però i numeri sono talmente schiaccianti da non lasciare dubbi: se Grillo partecipasse alle primarie, vincerebbe.

Ma cosa farebbe questo comico da combattimento se ereditasse il partito che un tempo fu di Berlinguer ma anche di De Gasperi? Se si leggono i post del suo blog, si capisce facilmente il segreto del successo, mescolato a quel linguaggio un poco sguaiato che è il suo principale difetto ma anche il motivo per cui riesce a bucare, con un blog costato poco o niente, la comunicazione senza che tg o giornali si occupino di lui.

Leggiamo dall’ultimo post: Il PD è ostile alle rinnovabili, ostile al ripristino della votazione diretta del candidato, ostile al Parlamento Pulito, ostile a rifiuti zero, ostile alla diffusione della Rete e al suo accesso gratuito, ostile all'acqua pubblica, ostile a un massimo di due legislature per deputati e senatori, ostile alle inchieste di De Magistris e della Forleo, ostile a tutti i temi trattati nella Carta di Firenze.

Il PD è invece favorevole agli inceneritori, all'indulto di buona memoria, alle concessioni per tre televisioni nazionali regalate da D'Alema e da Violante allo psiconano, all'occupazione del partito da parte di un'oligarchia, all'acqua privatizzata, ai conflitti di interesse, alle centrali nucleari, alla militarizzazione di Vicenza con il raddoppio della base Del Molin, al Lodo Alfano, ai contributi all'editoria, all'occupazione della RAI da parte dei partiti. Fassino e sua moglie hanno accumulato 13 legislature. Quanti milioni di euro ci sono costati e con quali risultati per i cittadini?

Il "Movimento Politico Ostile" è ostile solo nei confronti di una ventina di persone, da Bersani alla Melandri, che si arrogano di rappresentare la volontà di milioni di italiani e disprezzano la società civile che ha partecipato ai Vday e che ha eletto quaranta consiglieri nei Comuni con le Liste a Cinque Stelle.

Inoltre, qualche giorno fa: un'informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi. Temi troppo duri per le delicate orecchie di un Rutelli e di un Chiamparino. Ci sono milioni di elettori del PDmenoelle che vorrebbero avere un PDcinquestelle. Con questo apparato affaristico e venduto non hanno alcuna speranza.

Forse non tutto condivisibile, non tutto politicamente corretto, ma indubbiamente chiaro e tondo. Grillo parla come Berlusconi, ma dall’altra parte della barricata politica. È diretto ed essenziale. Un qualsiasi Franceschini, di fronte alle sue proposte, dovrebbe aggiungere tanti se e tanti ma. Da una parte la sua eventuale irruzione può far paura ai difensori delle regole tout court, dall’altra la sua esclusione significherebbe che non siamo ancora in tempo per un Obama all’italiana, checché se ne pensi di Grillo. Che comunque, se fosse tenuto ai margini, potrà continuare a scrivere cose come: Una domanda a Bersani: "Bassolino inquisito a Napoli come sta? E Carra condannato in via definitiva è un vostro deputato?". Il giustizialismo non è tutto (vero Di Pietro?), ma l’ingiustizia è peggio.

Commenti

E' un offesa alla memoria di De Gasperi affiancarlo al PD-DS-PCI un uomo che ha sempre combattuto con tutto se stesso il comunismo che i cari "liberatori" volevano imporci, e che, grazie alla DC e alla Chiesa, siamo riusciti ad evitare.

Gravatarcolossodirodi — 16 Luglio 2009 alle 09:32

Caro Pier Paolo,
secondo me Grillo sta bene, e sopratutto FA BENE all'Italia continuare a fare quello che sta fecendo con estrema efficacia. Ovvero essere il Savonarola del 2000, forte di un ascolto popolare senza eguali, penso, al mondo. Lasci stare il PD. Sono in troppo lì dentro, riuscirebbero a farlo fuori in qualche maniera ancor prima che varchi il portone.
Uno dei dettami della scienza enuncia che una COSA, prima di dargli un nome, bisogna definirla. Bene. Come la mettiamo con il PD? Dove, nello stesso partito. c'è chi va dormire tenendosi stretta in petto la Bibbia e chi si sveglia tenendo stretto in mano Il Capitale di Marx? E' come aver voluto mettere insieme il diavolo e l'acquasanta.
Il cambiamento nel partito, se così lo si può chiamare, deve avvenire dall'interno. Ad un certo punto ascoltando l'eco che aveva avuto l'intervento di quella giovane iscritta la quale con efficacia adeguata aveva criticato fortemente l'apparato, mi era sorta una "speranziella". Ma il fatto che già oggi io non riesca a ricordare neanche il suo cognome significa che è già stata efficacemente "immelmata" (non ti preoccupare, è un termine tutto mio inventato per l'occasione).
Però, se dietro di lei potesse crescere un movimento di giovani iscritti al partito under 40 (facciamo under 30?)che dicessero BASTA ai vari Bersani, Finocchiaro, Dalema, ecc, ecc ..chissà.

GravatarCarmine Rozzi — 16 Luglio 2009 alle 09:33

Fossi del PD, anch'io non avrei accettato la candidatura di Grillo. I motivi sono diversi:
1. Grillo non mi risulta si sia impegnato precedentemente con il PD o PDS o Margherita. Insomma, non fa parte del partito e non si è mai sacrificato per esso.
2. Lui stesso dice di non riconoscersi nel PD, quindi non si capisce perché dovrebbe diventarne il leader.
3. Stando ai suoi toni e alle sue invettive, credo che Grillo sia ben più pericoloso di Berlusconi per la democrazia in Italia.
Detto questo, non capisco come possa pretendere di utilizzare la struttura e la forza politica del PD, per raggiungere i suoi scopi.

GravatarGundam — 16 Luglio 2009 alle 10:33

Come siamo messi male: dover semplicemente prendere in considerazione l'ipotesi di farci rappresentare da uno che fa dell'invettiva, dell'insulto, dell'incongruenza (saluto' entusiasta l'ingresso di Berlusconi in politica del 94, irridendo alla democrazia), del qualunquismo e del semplicismo la sua bandiera, rifiutando qualsiasi contradditorio con chi la pensa in modo diverso, vuol dire che siamo proprio alla frutta. Il fatto che tanti vi si rispecchino ne e' la triste conferma e non il passe-partout per qualsiasi avventura.

Gravatargalie — 16 Luglio 2009 alle 16:57

Se per iscriversi occorre aver militato nel PD - PDS o Margherita, allora nessuna nuova iscrizione è possibile….. Il PD è destinato all'estinzione.

Se a quanto pare la vittoria di Grillo appare quasi certa, questo evidenzia che gli iscritti al partito non hanno fiducia negli attuali candidati o "alti papaveri".

GravatarGiovanni Marucci — 16 Luglio 2009 alle 18:20

Vedi Galiè chi è alla frutta è proprio il PD. Bisogna capire il confine tra la provocazione e l' intenzione seria. Se basta una provocazione di un comico per metterli in crisi..beh…
Da iscritto al meetup neanche a me ha garbato molto questa uscita, ( il fatto di uscire una mattina con un prodotto pronto quando ci sono tantissimi gruppetti in tuta italia che potrebbe ascoltare di più) ma di certo i vari Dalema, Bersani ecc di fare la morale proprio non se lo possono permettere.

Gravatarventura — 16 Luglio 2009 alle 19:38

Ci sono stati e ci sono ''onorevoli e senatori'' che hanno avuto 3-4 tessere di partito diverse ( per citarne uno, ma sono innumerevoli, l'ex onorevole Guidi) ma non è uno scandalo.
Ci sono stati e ci sono ''onorevoli e senatori'' che appena eletti con una coalizione passavano all'altra come se si esce da un bar e poi si entra in un altro. ( Sen De gregorio).
Abbiamo avuto di tutto in parlamento da Cicciolina a ex terroristi, dai pregiudicati a quelli ancora in attesa di giudizio.
Perche loro si e Grillo no ?? perche è un comico cioè un uomo di spettacolo ?
la zannicchi che è allora ? la Carlucci ? la Carfagna ?
Tutto l'apparato del Pd è vicino alla scomparsa (politica), la candidatura di Grillo serve proprio a questo a mio avviso.
Come si fa senno a far mettere da parte questi sconfitti cronici ? come si fa a mandare a casa un Rutelli, un D'alema ?quelli del Pd gli sparano ? hanno perso tutte le elezioni che c'erano da perdere eppure sono ancora lì.
Grillo è un pericolo x la Democrazia ?? Io penso che milioni di Italiani che non sentono più di appartenere a nessun partito politico sia ancora più pericoloso a lungo andare nel tempo.

Gravatarevil monkey — 16 Luglio 2009 alle 20:31

Concordo con Galiè: finchè Grillo fa i suoi proclami da un palco; parla di questioni che sui tradizionali media non hanno spazio, critica un certo malcostume imperante nella politica è apprezzabile. Ma sentire fino al giorno prima di parlare di PD-L poi volersi candidare nel PD (il - L che fine ha fatto???) la trovo una manovra arrivista che lo mette sullo stesso piano delle persone che criticava fino al giorno prima. Vista che si è tanto vantato di aver messo vari canditati nei consigli comunali perchè non seguita con quella strada; almeno in quel modo può giustamente vantare una morale inattaccabile.

Gravataralessandro84 — 16 Luglio 2009 alle 21:42

Il discorso Grillo dev'essere ben compreso ( senza pregiudizi) da chi si è altamente stufato del "solito" bollito politico..
Si parla tanto di democrazia ma anche qui, molti non la conoscono se non a proprio uso e consumo!!
E' difficile comprendere che si è pieni di tutte la falsità che Lor Signori hanno propanato ai cittadini..è difficile comprenderlo caro Gundam, Galiè,ecc…Anche voi esprimete nei vostri messaggi di esserne pieni ma oltre ad un post non andate!!
Provocazione quella di Grillo? Oppure un modo per far aprire gli occhi? Un modo per dimostrare che si può osare anche contro le Aquile!!
Quindi svegliatevi…se potete!!

Gravatarpippo — 16 Luglio 2009 alle 22:33

Io credo che per farsi un'idea sulla figura di Beppe Grillo basti leggere "l'intervista mai fatta" che Gilioli dell'Espresso ha riportato un annetto fa sul suo blog
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/01/09/lintervista-mai-fatta-a-beppe-grillo/

GravatarMarco Falà — 17 Luglio 2009 alle 11:38

Mah…che io mi debba svegliare, puo' darsi, ma la stessa necessita' la si potrebbe avere anche per altri. Tutto e' relativo. Di Grillo ho letto l'ultima intervista che ha rilasciato a Stella. Ebbene, io non mi ritrovo in nessuno, quasi, dei concetti da lui espressi. Ma il problema non e' questo. Il problema e' la sicumera che lo guida, questa saccenza che lo porta a semplificare tutto, ad avere la soluzione pronta per ogni problema, questo continuo insulto all'avversario politico, questo sfuggire ad ogni vero e civile contraddittorio. Che il PD abbia dei problemi e' evidente ma non si risolvono col qualunquistico "tutti a casa" e non sono del tipo denunciati da Grillo o altri. La strada intrapresa e' - secondo me - quella giusta ma ci sono dei nodi da sciogliere (quello della laicita', del radicamento nel territorio, della chiarezza e della forza con quale si devono coniugare efficienza e solidarieta'). Se si insegue Berlusconi sulla sua strada, si perde sempre. Bisogna indicarne un'altra, chiaramente alternativa, che non abbia paura dell'impopolarita'. Grillo e Di Pietro sono l'altra faccia del berlusconismo. La democrazia e la costruzione di una societa' civile e la meno ingiusta possibile sono conquiste faticose che non passano (sempre) attraverso il furore popolare che incendia i palazzi con tutti quelli che ci abitano dentro.
Naturalmente sono solo mie opinioni che non pretendono di essere condivise ma esigono quel minimo di rispetto, necessario in ogni scambio di opinioni.

Gravatargalie — 17 Luglio 2009 alle 15:03

Ho letto il blog di Gilioli e francamente ho trovato le domande molto banali perché basta ascoltare Grillo per un annetto e si riesce a capire cosa vuole dire.
Detto questo, Grillo poteva anche concedere l’intervista, ma penso che sarebbe occorso tutto il periodico per le necessarie precisazioni, che il giornalista poteva, comunque, ricavare senza intervistarlo.

Non dico, quindi, di aver capito tutto di Grillo, ma penso che sia un errore grossolano (in alcuni casi in mala fede) arroccarsi sulle sue singole parole, frasi o proclami e per ultimo il volersi candidare alle primarie del PD (chiara provocazione), per confutarlo.

Grillo va ascoltato tutto ed occorre fare le necessarie tarature perché egli pone fortemente in evidenza problemi molto gravi che la massa ignora e vuole ignorare.

Grillo fa delle estremizzazioni allo stesso modo di come noi le facciamo in tante altre occasioni per far capire all’interlocutore/i, quel che sta accadendo.

L’urlo di Grillo, la provocazione, l’estremizzazione, la parolaccia è solo per scuotere le persone su quello che ci sta accadendo da troppo tempo; è l’atteggiamento di colui che, dopo aver avvisato numerose volte e per tempo, adopera parole forti per scuotere colui che ritiene “imbambolato”.

Pensiamole anche come caricature:
il disegnatore che fa? Mette in particolare evidenza dei tratti somatici o fisici, ma sappiamo bene che, seppur somigliantissimo, noi non siamo fatti in quel modo (naso, orecchie, nei, fronte, gambe …… spropositati).

Le cosiddette esagerazioni di Grillo (secondo me) sono esattamente questo.

A conferma di ciò è che non è sempre Grillo colui che ha avvisato per tempo, ma egli da voce a coloro che da tempo risultano inascoltati ai più.

Nei suoi spettacoli ed interventi di vario genere, invita a parlare ingegneri, scienziati, dottori ….., i quali, dopo le “caricature” di Grillo, forniscono un quadro ben fatto della situazione, con la differenza che ora ad ascoltarli ci sono diverse migliaia di persone (milioni tramite internet).

Gilioli perché non intervista Pallante, Zanotelli, Gesualdi, Montanari, Tamino, Petrella, Gentilini, Lester Brown …. (ce ne sono tanti e tanti altri)?
Perché non fa dei bei servizi esaurienti intervistandoli ed approfondendo le tematiche che questi signori portano avanti da tempo?
Altro che intervistare Grillo, ma Gilioli questo lo sa e allora perché non lo fa?

Io, in definitiva, non mi preoccuperei delle uscite di Grillo e nemmeno le definirei pericolose per la democrazia, semmai definirei pericolosi molti attuali politici (e di Maroni che ne dite?), ma soprattutto ritengo pericoloso l’atteggiamento dei cittadini che pur vedendo quel che accade, nascondono la testa, o peggio cavillano sulla parolaccia o sulla battuta poco opportuna, avallando le nefandezze che siamo costretti a subire.
Questo è pericoloso per la democrazia, non le nefandezze stranote, ma la nostra accondiscendenza.

GravatarGiovanni Marucci — 17 Luglio 2009 alle 16:34

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