1 giugno 2009 - ore 20:05
Denuncia la Asl per una gravidanza indesiderata
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Ad una donna di Tortoreto era stata negata da diversi centri sanitari del teramano la pillola del giorno dopo. Si è così verificata una gravidanza non voluta affrontata in solitudine dato che il partner non ha voluto riconoscere il bambino. La donna ha così citato in giudizio l’Azienda Sanitaria chiedendo un risarcimento danni di 500mila euro.
TORTORETO - Nessun medico vuole prescriverle la pillola del giorno dopo e cita in giudizio la Asl di Teramo per la gravidanza non voluta.
Una donna di 37 anni di Tortoreto chiede 500mila euro di risarcimento all'Azienda Sanitaria poichè per un medicinale negato ha dovuto suo malgrado intraprendere un non voluto percorso di maternità, per di più in solitaria dato che il partner non ha rconosciuto il bimbo nato.
La vicenda risale a tre anni fa, quando durante un rapporto sessuale, la rottura del preservativo causa la dispersione del liquido seminale. Da qui la successiva richiesta in numerosi centri sanitari della zona di rilasciare alla donna la pillola del giorno dopo, che è stata puntualmente negata per motivi di obiezione di coscienza.
In base a quanto raccontato dalla trentasettenne, a negarle il farmaco sarebbero stati la guardia medica di Tortoreto, il Pronto Soccorso di Giulianova e il reparto di Ginecologia dove era stata successivamente indirizzata, e la guardia medica di Giulianova. Solo dopo alcuni giorni un ginecologo le avrebbe prescritto la ricetta per la pillola, il cui effetto però era ormai vanificato. Il medicinale infatti, deve essere assunto entro le 72 ore consecutive al rapporto sessuale.
La donna ha vissuto in ansia 28 giorni sperando di non essere rimasta incinta, ma i fatti sono andati diversamente. Oltre ad aver dovuto affrontare una gravidanza indesiderata, non ha potuto contare nemmeno sul supporto economico e psicologico del padre del bambino, che non ha voluto procedere al riconoscimento.
«Il ritardo con cui la sanità pubblica le ha prestato soccorso per interrompere la gravidanza prima della formazione del feto - si legge ancora nella denuncia - è stato deleterio». Una omissione considerata grave ed ingiustificata da parte della donna che ha deciso, ora, di chiedere un risarcimento danni all'Asl di Teramo di 500 mila euro poiché dalla vicenda ha subito «un danno morale, biologico, esistenziale, patrimoniale e di vita di relazione».
Le parti di incontreranno in Tribunale per la prima udienza il prossimo 17 giugno.


Commenti
I danni dovrebbero essere chiesti ai medici obiettori e non ai cittadini che non hanno colpe… se una persona non è daccordo dovrebbe cambiare mestiere piuttosto che limitare i servizi dovuti per legge da uno stato laico. Non capisco perchè una persona deve bloccare un servizio perchè non è daccordo… che non stesse lì a darlo!
I (veri) travagli degli aquilaniIl 29 maggio Berlusconi è a L’Aquila: si inaugura l’apertura dell’ala nuovamente agibile dell’Ospedale San Salvatore. I giornali parlano di tempi record: riapre il 60% della struttura, non ci sono ormai più malati nelle tende, ogni aquilano potrà essere curato e assistito in città, senza doversi spostare altrove, ci saranno 247 nuovi posti letto, sei nuove sale operatorie in costruzione! Tutto fantastico; ma è vero?
Il 1 giugno abbiamo fatto un giro nell'ospedale da campo, abbiamo parlato con chi lì ci lavora, lì nelle tende. Già, perchè nonostante quanto detto nelle conferenze stampa, si lavora ancora nelle tende e nelle tende ancora si sta male. Ma evidentemente troppo difficile sarebbe stato per i nostri potenti mezzi di informazione portare una telecamera là fuori, oltre il cordone che proteggeva Berlusconi, e mostrare la verità. Là fuori, fuori dal presunto 60% di ospedale riaperto; magari riaperto, ma ancora deserto. Pazienti li non ce ne sono e se ci saranno, a quanto dicono i medici, non sarà prima di una settimana.
Tutti i pazienti che devono essere sottoposti a interventi chirurgici o esami diagnostici o trattamenti non praticabili in tenda, devono essere trasferiti in altre strutture (Avezzano, Teramo, Atri, etc).
I nuovi posti letto e le nuove sale operatorie in costruzione, non sono altro che le strutture previste in vista del G8, ovvero transitorie.
Infine, come ciliegina sulla torta, quel giorno nell'Ospedale non c'era nessuna donna in travaglio. Sì, ve lo ricordate? Berlusconi entra nel reparto (vuoto), dal nulla compare una donna, e alla sua sola vista ha le doglie. "Arriverà il primo nascituro" dice il premier, "chiamatelo Silvio". In realtà pare che la donna in questione stesse semplicemente effettuando dei controlli di fine gravidanza, per giunta in tenda.
Il 29 maggio affermazioni e promesse
Il 1 giugno, nel silenzio dei media, solo i privati cittadini controllano la veridicità delle sue parole.
Il 6 e 7 giugno si terranno le elezioni europee.
Informazioni sul dopo terremoto
di aquilani ospiti di un hotel della costa nord abruzzese
Sebbene i medici abbiano il diritto di esercitare l'obiezione di coscienza, il cittadino ha diritto di ricevere un servizio DOVUTO se da lui richiesto. In un pronto soccorso, o in qualsiasi altra struttura preposta all'erogazione del servizio richiesto dalla signora in questione, dovrebbe essere obbligatoria la presenza di un medico che prescriva sicuramente la pillola del giorno dopo. Sempre, in qualsiasi orario. Altrimenti, se davvero si volesse essere coerenti, si dovrebbe abolire, vietare proprio la pillola del giorno dopo. Ma dato che è legale è inconcepibile un comportamento del genere da parte dei sanitari! Onestamente, trovo il loro comportamento, derivante da una società di falsi principi e fondata sull'ignoranza (imposta da mezzi di informazione, clero) della massa, più da paese del terzo mondo che non da uno stato civilmente evoluto.
I bambini sono una meraviglia del mondo ma vorrei essere io a decidere se averne oppure no. Trovo tutto questo semplicemente vergognoso!
IL DIRETTORE RISPONDE
La decisione "se avere figli o non averne" è certamente sua ma forse voleva dire che vorrebbe essere lei a decidere "di far nascere una nuova vita o no", dopo averla concepita. Tra le due decisioni c'è una "piccola" differenza, secondo me.
Chissà se un medico testimone di Geova si rifiutasse di effettuare un intervento chirurgico perchè contrario alle trasfusioni di sangue cosa succederebbe?
Io mi arrabbierei… la sua religione non ha che fare con il mio stato di diritto… io voglio ciò che mi spetta per legge e per cui pago… il suo credo è roba sua e non me ne frega niente!
Quella dell'obiezione alla prescrizione della pillola del giorno è pura ipocrisia: si tratta infatti di un contraccettivo e non di un farmaco abortivo, che infatti - come in questo caso - non fuziona se la fecondazione è già avvenuta! Gli stessi medici cosa pensano della pillola, del preservativo, del diaframma ecc?! Mi viene da dubitare della preparazione professionale stessa di queste persone! Come si chiamano? Così saprò a chi NON rivolgermi!!!
Sono d'accordo con i commenti letti: se un medico vuole fare l'obiettore di coscienza in uno stato laico dovrebbe cambiare orientamento al suo mestiere dedicandosi ad altri settori della medicina che non prevedono sollecitazioni conflittuali della propria "sensibilità" etica o ipocrita.
Caro direttore,
rispondo a quello che ha scritto in calce al messaggio di E_sbt.
La cosiddetta pillola del giorno dopo, impedisce la fecondazione, se assunta prima dell'ovulazione, oppure l'impianto dell'ovulo fecondato, se assunta dopo l'ovulazione. Risulta quindi difficile parlare di "concepimento" in casi come questi.
IL DIRETTORE RISPONDE
Ha detto bene, difficile. Non impossibile. Altrimenti a cosa servirebbe?
Non studiamo 11 anni per diventare macchine che prescrivono pillole. E' l'incontro tra due libertà, chi vuole uccidere, consapevolmente o meno, è legalmente libero di farlo. Per quale motivo chi non vuole rendersi complice non potreppe essere lasciato moralmente e legalmente libero allo stesso modo?
Solo gli ipocriti possono farsi forti della libertà di una persona e negare la libertà di chi senza volerlo viene interessato da questa scelta e vi ci deve partecipare attivamente.
Stun,
se sei un medico, mi spiace, ma non hai capito proprio nulla della tua missione e nemmeno del funzionamento della pillola del giorno dopo: non è aborto.
di LAURA RIPANi
La pillola del giorno dopo, più di una normale pillola anticoncezionale, o farmaco in genere, PUO' non fare effetto. E questo dipende dalla persona che l'assume da come l'assume e se il principio attivo viene assorbito di più o di meno. Siamo esseri umani, non statistiche.
Detto questo, lo Stato è laico (cioè NON CONFESSIONALE) ma prima ancora DEMOCRATICO. Dove ognuno ha il diritto, anche il medico, di pensarla come vuole a maggior ragione sui temi etici. Altrimenti si chiama dittatura.
Una donna deve sapere che, se ha rapporti, corre il rischio di restare incinta a prescindere dal metodo contraccettivo che usa (che appunto, GIA' E' TANTO SE LO USA, può non funzionare per svariati motivi). Si chiama responsabilità.
Il dramma dei nostri tempi è semmai la pretesa di fare ciò che si vuole senza pensare (prima) alle conseguenze. Anzi, quando ci si trova di fronte ad esse, rifiutarle e infine credere nello Scientismo, una vera e propria nuova religione.
Cioè, che tutto si può risolvere con la scienza. Purtroppo però non tutti i tumori, ad esempio, guariscono con la chemio.
Quindi si sposta il problema. Invece di una corretta educazione sessuale e SENTIMENTALE, ci si affida alla "pillola del giorno dopo" che ha conseguenze, per altro, devastanti sulla salute della donna. MA QUESTO GLI OPINION LEADER COL CAVOLO CHE LO FANNO SAPERE! Non è un drink ma provoca dolori, vomito e tanto altro…PER GIORNI. Non si possono prendere certe cose a cuor leggero. E, infine, quando proprio non si riesce a dare la colpa a nessuno, si proietta all'esterno, I MEDICI.
Se si è pronti per avere rapporti sessuali, che non non sono esattamente una forma di sfogo come il jogging o un divertimento come una serata in discoteca (anche se oggi valgono ancor meno), si può pure avere la testa per trovare una struttura adatta per rimediare ai nostri errori.
Tutto perché la società incoraggia a rivendicare tutti i diritti ma omette ad arte che il rovescio della medaglia sono I DOVERI…(una parola bandita da vocabolari, trasmissioni Tv, discussioni e persino scuole…)
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