18 luglio 2008 - ore 21:27
«Un Parco del Mare al posto del Ballarin? Perché no»
Questa l’idea del capogruppo di Rifondazione Comunista Daniele Primavera che in merito alla destinazione d’uso dell’area tanto cara ai sambenedettesi offre interessanti spunti di riflessione
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’area Ballarin e la sua destinazione d’uso sono sicuramente due argomenti che toccano molti cittadini sambenedettesi. Diverse le ipotesi vagliate a riguardo nel corso degli ultimi mesi.
Il capogruppo di Rifondazione Comunista, Daniele Primavera, ha voluto dire la sua e ha espresso i suoi dubbi e le sue idee in merito alla “questione Ballarin”.
«La questione del Ballarin – fa sapere Daniele Primavera – è politicamente rilevante, essendo tale area di grandissimo valore storico, culturale, logistico, sociale e non ultimo economico».
«Perché tale operazione sia politicamente convincente occorre dunque che l’utilità pubblica sia ben evidente. Tale utilità non può certo consistere unicamente nel pregio attribuito alla città dal pur importante architetto progettista. Questa operazione avrebbe dunque senso solo se si concretizzasse in una superiore utilità sociale dell’area».
Detto ciò, il capogruppo di Rifondazione Comunista precisa che qualsiasi cosa venga fatto di quell’area, debba avere comunque un forte nesso con il mare «e con la vocazione marinara sambenedettese, valorizzando le prospettive di una futura piena sostenibilità di questo settore».
A tale proposito secondo Primavera si potrebbe iniziare a pensare a «un vero e proprio Parco del Mare che vada dal Ballarin fino a Piazza del Pescatore: un’area solo moderatamente edificata che concentri più strutture e sia in grado di dialogare con le realtà esistenti, come il Cerf Pesca (la società a partecipazione pubblica attiva da anni nella ricerca sulle tecnologie di pesca), la Facoltà di Biologia Marina, le associazioni, il museo del mare, e sappia supportare la creazione, la gestione e il potenziamento del nascente Parco Marino».
«All’interno di quell’area – prosegue Primavera - troverebbe facilmente spazio anche un importante acquario, che non sarebbe solo una statica attrattiva turistica ma anche uno strumento educativo e un valido supporto alle attività della Facoltà di Biologia Marina, completo di piccoli spazi espositivi in cui organizzare mostre e convegni a tema».
Daniele Primavera è tuttavia conscio che ciò solo è uno «spunto offerto per aprire una discussione. Se alla fine del percorso di ideazione dell’opera l’integrazione sociale e culturale tra quell’area e la città non fosse altrettanto chiara ed evidente, e magari tutta questa discussione si chiudesse su un progetto inerte e vecchio come quello di un nuovo pala congressi, sarebbe molto difficile per non dire impossibile esprimere un consenso alla cessione da parte del Comune di un’area così importante per la nostra città».


Commenti
DANIELE " MO CI SCI DATE FORT.
bravo… bravo.
Se riesci a rePeRire il programma della lista "Mascaretti " ,in comune troverai cosa alla sentina VOLEVAMO FARCI.
Anzi avevamo riproposto di farci.
Non era utopia ma realtà. oggi ??
Concordo con primavera sulla funzione dell'area. Sulla forma mi affiderei a Tschumi (sulle cui capacità siamo tutti d'accordo mi pare) per realizzare un landmark capace di elevare tutta la zona.
Lo volete comprendere che lo spazio del "BALLARIN", dove da giovane ho tifato SAMB, deve diventare un qualcosa, per poter valorizzare la zona, vi siete dimenticati che in quella zona dovrebbe, il condizionale è d'obbligo, essere spostato il PALAZZO DELLA SANITÀ, (vedi quel complesso rosa davanti al BALLARIN).
Pertanto se in quella zona rimane quella bruttura diventa difficile spostare un palazzo utilile alla città, ma se, per il momento sulla carta si dovrebbe creare altre prospettive tutto diventerebbe più facile. Ricordatevi sempre una casa, non si fa nulla per nulla.
Molto giusto! Sono della stessa opinione, ho sintetizzato l'idea in precedenti articoli:
"Parco della cultura e della scienza del mare"
Aggiungo:
! - non esiste analoga struttura nell'intero bacino dell'Adriatico;
2- è strumento operativo che rende concreta l'idea di una gestione comune dell'Adriatico con gli altri Paesi della costa est (in particolare la Croazia) evitando l'incombente scelta di divisione mediana dello stesso mare (sarebbe la fine di un settore importante dell'economia abruzzese-marchigiana e la nascita di un'altra barriera che ci divide dalla nuova Europa);
3 - è il volano per l'innesco di un nuovo fattore dello sviluppo; è un'idea concreta che vede nel mare le linee strategiche dello sviluppo del nostro territorio;
4 - è in coerenza con le linee strategiche dell'U.E. di sviluppo della cooperazione fra i Paesi dellla vecchia e nuova Europa.
L'idea di Primavera è molto giusta ed è giusta la considerazione che l'ach. Tscumi può validamente aiutarci in questo ambizioso obiettivo.
Grazie Daniele! Mo peró datti da fare fatti valere eh eh ..se serve aiuto ti daró per quanto posso una mano quella sinistra
Bene Daniele è così che si inizia a "conquistare" la piazza, ma poi si deve continuare con i fatti….vedi Massimo Rossi a Grottammare.
Le tue sono idee buone, ottime ma credo che non vedranno mai la luce.
Vedi negli ultimi decenni nessun e sottolineo nessun Amministratore ha considerato più l'ambiente marinaro, molti ci hanno provato ma per puro interesse politico e a qualcuno è servito per arrivare anche a Roma.
Mi dici se li conosci, vista la tua giovane età quale amministratore degli ultimi decenni viene da ambiente marinaro?? Chi di loro nesce figlio o nipote di marenare?? Chi ha vissuto l'infanzia vedendo partire il proprio genitore per il mare e sperare che dopo settimane o mesi l'amato padre tornasse a casa?? Chi in casa propria ha vissuto sentento quotidianamente l'odore del mare??
Seppur sappiamo che SBT si è sviluppata proprio grazie al mare, come possiamo pensare che chi non ha vissuto questa cultura possa cercare ad ogni modo di lasciarne un ricordo vero, profondo ed incancellabile ai posteri?
Che io ricordi l'ultimo degli amministratori che ha "veramente" avuto a cuore l'ambiente marinaro è stato il dott. Perotti, purtroppo altri tempi!
qualcuno si è mai chiesto cosa manca a San Benedetto, di cosa ha bisogno la nostra città per essere completa??
CULTURA
che di certo non si inventa da un giorno all'altro riempendo il centro né con vale e tino, né con i mmammuc…
abbiamo bisogno di un TEATRO/AUDITORIUM dove programmare stagioni concertistiche e teatrali degne di questo nome. la nostra città ha bisogno di crescere e questa è l'occasione per farlo.
Grazie a tutti per l'apprezzamento… l'intenzione da me espressa evidentemente non è certo un'esclusiva mia: altri prima di me hanno provato a fare proposte simili, anche se magari diversamente articolate… adesso si tratta di stabilire una sinergia evitando la tentazione di evitare di "colorare" col nome del proprio partito o del proprio gruppo o peggio ancora del proprio nome un'idea che è di tanti sambenedettesi, e di lavorare insieme per portarla a termine; spero di trovare terreno fertile!
Quanto all'intervento di Kiuso, farei umilmente presente che il palacongressi avrò quindici sale di cui 5 convegnistiche, 1 cinematografica e 9 polivalenti, con la più grande da 1200 posti… e in più abbiamo un auditorium comunale, il teatro concordia e il cinema delle palme, e a 1 km da san benedetto c'è pure il teatro delle energie…
io direi che a sale saremo messi proprio bene, tutto ci manca meno che una sala polivalente: se quella fosse l'intenzione non vedrei alcun motivo per REGALARE il vecchio e glorioso Ballarin alla Fondazione Carisal (perchè di questo essenzialmente si tratta!)
rispondo punto per punto. sono già una decina di anni che il palacongressi "avrà", faremmo bene con un po' di realismo a tenerlo fuori da questi conteggi viste anche le ultime vicissitudini. il teatro concordia, così come l'auditorium comunale, sono ahimé strutture inadatte per ospitare eventi di spessore. il teatro delle energie non si trova a san benedetto.
un teatro non ce l'abbiamo
Il mio apprezzamento per il ragionamento sviluppato dal consigliere Primavera sulla funzione da assegnare all'area ex Ballarin che si coniuga bene con quanto già esternato dall'ex parlamentare Pietro Paolo Menzietti sulla stampa locale.
Non è casuale che le uniche valutazioni intelligenti sul progetto di stravolgimento di piazza Matteotti, ex piazza d'Armi, siano state svolte dal giovanissimo consigliere comunale Daniele in Commissione e da Pietro Paolo che ha voluto dedicare un piccolo saggio alla storia di questa piazza che è in possesso di questo giornale . Quante emozioni suscitano nei sambenedettesi della nostra generazione la lettura di quelle 11 pagine di Menzietti !!! Per l'occasione chiedo al direttore Nazzareno la pubblicazione sul suo giornale in nome di quella sambenedettesità che ci accomuna e che ,come ben sottolinea maremare nel suo intervento, è sempre meno presente nelle istituzioni locali. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti : l'abbandono del recupero storico del Concordia, lo scempio che vedremo presto sul nuovo arredo di piazza Matteotti e l'assenza di una visione alta per il nuovo Progetto Urbanistico della città. La cofusione per le scelte sul Ballarin è solo uno dei tanti indizi.
Non occorrerebbe aspettare l'allestimento del Forum previsto dal Comune per intervenire . Mi aspetterei di leggere qualche cosa anche da parte di quella schiera di autocandidati sindaci che compaiono ad ogni elezione amministrative come pure da parte di quei professionisti che , per loro cultura professionale ,dovrebbero animare il dibattito cittadino su queste tematiche.
Kiuso, regalare un'area vitale come il ballarin a quello che alla fine è un "privato" è un prezzo troppo alto per veder realizzato un altro doppione.
Il campanilismo del tipo "un teatro non ce l'abbiamo" non ha senso quando a un km in linea d'aria c'è quello di grottammare. O la "città territorio" parte dalla nostra testa, dalla consapevolezza che grottammaresi, acquavivani, sambenedettesi e abitanti di martinsicuro siamo tutti "nella stessa barca" oppure continueremo a ragionare come una piccola realtà di provincia. Che succederebbe se tutti i piccoli comuni limitrofi cominciassero a dire "un liceo non ce l'abbiamo", "un ospedale non ce l'abbiamo", "una asl non ce l'abbiamo"… Anche San Benedetto, in fin dei conti, è una piccola città. Ma con tutti i comuni limitrofi, ai quali è ormai legata a doppio filo per comunanza d'interessi e vita quotidiana, può cominciare a ragionare da piccola metropoli. Facciamo tutti questo salto di qualità.
Non sono affatto d'accordo sulla valutazione negativa che hai dato del concordia, è un bel teatro e ci si possono organizzare eventi molto belli. E anche questo, tanto per capirci, si trova al centro di san benedetto, anche questo a meno di un km dal ballarin.
Perseverare è diabolico. Utilizziamo il ballarin per fare respirare la città e tutto il comprensorio con delle strutture che diventino un punto di riferimento provinciale. Di sale polifunzionali non solo ne abbiamo a bizzeffe, ma (ahimè) quasi non sappiamo che farci. Basta vedere le POCHISSIME serate organizzate negli ultimi dieci anni nella sala grande del palacongressi, che di certo è una struttura che è stata sempre disponibile (ad esclusione dell'ultimo anno) e di grandissimo valore.
Grazie ancora a Menzietti e Felicetti. A tutti ed a loro in particolare, che vantano una presenza storica nella vita politica sambenedettese e che ben conoscono il territorio, rinnovo l'invito per a costruire insieme quelle sinergie che potrebbero favorire l'iniziativa comune. Lavoriamo insieme per cogliere questa opportunità.
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